Politica

«Un mese da incubo prigionieri della frana»

Un'intera collinetta è crollata al chilometro 15 dei via di Boccea. Tre quartieri isolati. Cittadini infuriati

Strada chiusa, tre quartieri isolati da più di un mese e tanti disagi al traffico. Al chilometro 15 di via Boccea è franata sulla strada un’intera collinetta con tanto di alberi, arbusti, terra. L’ennesimo episodio da registrare nella capitale, causato dalle forti piogge e dal vento che da metà gennaio stanno mettendo in ginocchio la città. Ma se da altre parti le ruspe cercano di correre ai ripari, nel caso di via Boccea tutto è fermo. Chi abita in zona si sente prendere in giro: «Sono più di trenta giorni che vengono proposti percorsi alternativi stradali – lamenta Carlo che vive a Testa di Lepre – intanto siamo costretti a fare un giro lunghissimo per riprendere la via Boccea dal punto in cui la strada è interrotta e il traffico è più che triplicato». E soprattutto, si chiede chi vive da queste parti «quando si vedrà qualcuno mettersi al lavoro e ripristinare lo stato dei luoghi precedente allo smottamento?». Il nodo della questione è a chi spetta questo compito. La strada è a confine tra il XIII e il XIV Municipio ma la competenza è del Dipartimento ai lavori pubblici. Il Dipartimento però non può intervenire perché il terreno che è franato è di proprietà di un privato e a lui spetta riparare al danno. Un danno notevole, guardando la frana sulla strada: sono venuti giù alberi, terriccio, interi basamenti di pietra che erano stati messi lì per impedire cedimenti del terreno e naturalmente la recinzione messa a protezione. Passati alcuni giorni, il Dipartimento ha «diffidato» il proprietario a intervenire, il termine della diffida è però scaduto senza conseguenze. Siamo dunque arrivati a ieri. «Finalmente abbiamo chiesto e ottenuto un’ordinanza del sindaco per mettere la parola fine a questa vicenda – spiega Alessio Cecera, assessore ai lavori pubblici del Municipio XIV – ora il proprietario avrà 15 giorni di tempo per rimettere in sicurezza l’area circostante. Allo scadere di questo termine, che inizia a decorrere dalla notifica dell'atto al proprietario, il Comune potrà intervenire e accollerà al privato tutti i costi». Tra queste ulteriori due settimane e il tempo dei lavori, la strada non riaprirà prima di una ventina di giorni. «Mi dispiace molto non essere riusciti a fare prima – dice ancora Cecera – siamo stati inondati in Municipio di telefonate di cittadini che reclamano giustamente da giorni la riapertura della strada, ma non sarebbe stato possibile procedere con maggiore celerità trattandosi di proprietà privata». Per fortuna la proprietà vicina, che ha in gestione i Laghi del Salice, un complesso nel verde formato da ristorante, sala da ballo, albergo, ha aperto i cancelli dalle 7 e 30 alle 20 per il passaggio delle macchine che scorre parallelo alla strada chiusa, limitando in questo modo, almeno per un tratto, i disagi agli automobilisti. Il caso ricorda quello in zona Corso Francia teatro di una frana. Anche in questo quadrante si allungano i tempi per il ripristino della viabilità: dopo quasi quattro settimane una strada che porta a piazza Giochi Delfici è ancora chiusa. Il municipio avrebbe detto di non poter procedere al ripristino della situazione precedente per la complessità del danno quindi c’è incertezza dei tempi mentre monta la rabbia dei residenti costretti a strade alternative molto trafficate.

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