Cambio della guardia al vertice dell’Aise. Il generale Adriano Santini, alla guida dell'Agenzia Informazioni e Sicurezza Esterna dal febbraio 2010, ha terminato ieri il suo mandato quadriennale. Un incarico affrontato subito sul campo e nel segno della complessità, con la morte del capocentro a Kabul Pietro Colazzo, ucciso il 26 febbraio di quell'anno in un attentato costato la vita a 18 persone. In attesa della nomina del successore, ormai affidata al governo Renzi, la guida del servizio di Forte Braschi è passata all'attuale vicario, il prefetto Paolo Scarpis. Un fatto tecnico-amministrativo, sottolineano fonti qualificate. Il vicedirettore dell'Aise, infatti, rimarrà in carica fino alla nomina del successore di Santini. È il primo caso di un alto funzionario dell'Interno, ex questore di Milano e poi prefetto di Parma, che sale ai vertici di quella che fu l'Intelligence militare. In questi anni al fianco di Santini, il «reggente» dell'Aise è stato molto apprezzato -anche dal personale del Comparto Intelligence- per equilibrio e serenità di gestione in anni difficili e attraverso dossier molto sensibili. Scarpis, 68 anni, ne ha passati 25 anni nel capoluogo lombardo, è stato a capo della questura Milanese dal 2004 al 2006 dopo aver ricoperto analoghi incarichi a Brindisi, La Spezia e Brescia. Con Enrico Letta a Palazzo Chigi, la rosa dei possibili successori alla guida dell'Aise si focalizzava su quattro nomi, compresa la «soluzione interna», con la nomina dell’attuale numero due dell'Agenzia, Alberto Manenti, che gode della stima del Comparto Intelligence ed è considerato tra coloro che più conoscono la complessa e delicata «macchina» dell'Aise. Nella lista dei «papabili» c'erano ancora il generale di squadra aerea Carlo Magrassi, capo di gabinetto del ministro della Difesa Mario Mauro; l'ammiraglio Filippo Foffi, comandante della Squadra Navale, e il Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, generale Claudio Graziano che, per i suoi trascorsi di carriera (Graziano è stato comandante della missione multinazionale Onu Unifil in Libano e a capo della Brigata multinazionale Kabul in Afghanistan) potrebbe ben corrispondere alla «mission» del Servizio segreto esterno. Ora, comunque, tutto è in mano al presidente del Consiglio incaricato, Matteo Renzi, e al suo ministro della Difesa. E toccherà al nuovo governo indicare il nuovo direttore dell'Aise, con gli «addetti ai lavori» che attendono di capire se sarà privilegiato un militare o un funzionario interno. E la rosa di nomi potrebbe allargarsi ad altre personalità rispetto a quelle indicate come probabili in queste settimane.
L’ex Questore di Milano Paolo Scarpis a capo dell’Aise
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