Politica

l'impegno di Renzi e Napolitano, il governo fino al 2018

Il premier: "Qui ci mettiamo la faccia. Dobbiamo dare speranza". Il Capo dello Stato: nessun braccio di ferro, grazie a Letta

Nomi nuovi. E riconferme. Un governo politico, dove l'unico vero tecnico è il nuovo ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan. Dopo due ore e mezza di colloquio, Matteo Renzi si presenta alla stampa e legge le lista dei ministri. “Avverto la responsabilità, la delicatezza e anche lo straordinario amore che deriva dal dare all'Italia un governo che sia in grado di affidare una speranza in particolar modo alle nuove generazioni ma a tutti gli italiani”, dice prima di ogni altra cosa. Poi rivolge il suo ringraziamento al Capo dello Stato, Giorgio Napolitano: “Spero di essere in grado di meritare la fiducia sua, dei senatori, dei deputati e di milioni di italiani che attendono da questo governo risposte concrete”. È orgoglioso il Presidente del Consiglio di una squadra snella e con una larga rappresentanza femminile: “Per la prima volta l'Italia ha un governo che è fatto per metà da donne ed è composto da 16 persone. Vorrei che fosse un pensiero bello per le tante ragazze che pensano che la politica non sia una cosa seria”. “La situazione richiede un grandissimo impegno da parte di tutti. Ho riscontrato nelle consultazioni e nel rapporto con i cittadini la sensazione che questa sia la volta buona. Dobbiamo crederci perché l'Italia non ha alternative. Se questo Paese mette in ordine le cose che dobbiamo mettere in ordine non deve avere paura di competere con nessuno”. Lascia spazio alla speranza Renzi. “È normale che si sia impiegato due ore e mezza per questo incontro, dovendo fare un governo che durerà quattro anni. Sono state due ore e mezza di buona messa a punto”. Insiste sulla necessità agire in modo incisivo e di farlo in fretta: “Puntiamo al 2018 e a fare subito, da domattina, le cose”. E quindi annuncia che si comincerà a lavorare già nelle prossime settimane non solo alle riforme costituzionali ma anche a quella del lavoro, perché “l'impegno che l'Italia può e deve mettere non è aprire per l'ennesima volta il capitolo dei progetti incompiuti, ma realizzare le riforme che sono a un passo dall'opportunità”. Poi getta uno sguardo sui membri della sua squadra: “Ci sono elementi di continuità e di discontinuità rispetto a Letta – dice Renzi – ma questa non è la rubrica della settimana enigmistica 'Scopri le differenze'. Quello che deve essere chiaro è che l'elemento di forza è la concretezza. Per la prima volta c'è una squadra di governo anche dei sindaci, un segnale che vuole portare all'interno della discussione politica non solo le istanze dei mercati ma anche di chi il disagio lo vive nei mercati rionali”. Per poi aggiungere che “in questa vicenda molti di noi si giocano qualcosa di più importante della carriera, si giocano la faccia”. Alla fine Renzi ringrazia in suo predecessore: “Un pensiero non formale, al netto delle politiche di gratitudine, al presidente Letta per un elemento di sostanza”. Il ringraziamento a Letta arriva subito dopo anche da Napolitano: “Al quale desidero personalmente rinnovare il mio sentimento di stima, fiducia e gratitudine, sicuro che nel Parlamento e in ogni altra istituzione continuerà a dare un contributo importante per il suo Paese e per l'Europa". Il presidente della Repubblica commenta così la formazione del nuovo esecutivo: “L'impronta del presidente Renzi risulta evidente nei molti nomi nuovi chiamati ad assumere per la prima volta il ruolo di ministri. Il governo presenta così ampi caratteri di novità da spiegare con abbondanza il tempo richiesto per definirne la composizione”. “Il clima istituzionale - ha aggiunto il Capo dello Stato - si è rispecchiato nei ripetuti scambi di opinioni e consigli fra il presidente incaricato e il presidente della Repubblica”. Nessun braccio di ferro con Renzi tiene a specificare. “Mi trovate in buone condizioni", scherza. Ma poi torna serio e lancia il suo monito: “Condivido l'accento posto da Renzi in modo drammatico, sull'esigenza di adottare in tempi brevi le riforme per le istituzioni e per le economia e il lavoro che non possono attendere. C'è il fermo impegno del presidente del Consiglio affinché il primo governo Renzi sia un esecutivo di legislatura ed io lo sottoscrivo pienamente”. Certo, nessuno può metterci “la mano sul fuoco”, ma Giorgio Napolitano dice di sperare che tutto andrà per il meglio.

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