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Stop al prelievo del 20% sui bonifici dall’estero

Stop alla ritenuta automatica del 20% sui flussi finanziari dall'estero. Lo prevede un provvedimento del direttore dell'Agenzia delle Entrate, emanato su richiesta del Ministro dell'Economia. In una...

Stop alla ritenuta automatica del 20% sui flussi finanziari dall'estero. Lo prevede un provvedimento del direttore dell'Agenzia delle Entrate, emanato su richiesta del Ministro dell'Economia. In una nota, il Tesoro informa che tale provvedimento «sospende l'operatività della ritenuta del 20% sui redditi derivanti da investimenti esteri e dalle attività estere di natura finanziaria applicata automaticamente dagli intermediari finanziari». Gli acconti eventualmente già trattenuti da intermediari finanziari sulla base della norma in oggetto saranno rimessi a disposizione degli interessati dagli stessi intermediari. Nella nota del Tesoro, si legge inoltre che «l'evoluzione del contesto internazionale in materia di contrasto all'evasione fiscale cross-border, che ha subito una forte accelerazione, attraverso la creazione di un modello di accordo intergovernativo (IGA) per lo scambio di informazioni tra gli USA e gli altri Paesi, fa ritenere ormai superata la disposizione che ha introdotto la predetta ritenuta alla fonte, atteso che le informazioni sui redditi di fonte estera di pertinenza di residenti italiani saranno disponibili attraverso il canale dello scambio automatico multilaterale di informazioni. Tale modello ha costituito la base per la nascita di un sistema automatico di scambio di informazioni multilaterale tra Paesi (Common Reporting Standard), presentato dall'OCSE nel gennaio scorso, e sottoposto all'approvazione del meeting del G20 di questo mese di febbraio. Lo scambio di informazioni costituisce il nuovo percorso condiviso per la lotta all'evasione fiscale internazionale». La ritenuta era stata originariamente predisposta, nel corso del 2012 nel quadro delle iniziative di risposta alla richiesta di informazioni della Commissione Europea, relative alla non proporzionalità degli adempimenti e delle sanzioni in materia di monitoraggio fiscale, rispetto agli obiettivi di contrasto all'evasione perseguiti dall'Italia. La stessa disposizione era stata introdotta nell'ordinamento soltanto il 6 agosto 2013 con la legge europea n. 97. «Contestualmente al provvedimento di sospensione degli effetti della norma, è stata predisposta, per le valutazioni del prossimo Governo - nell'ambito del disegno di legge concernente disposizioni per l'attuazione dell'accordo IGA con gli USA e per l'implementazione del Common Reporting Standard - una norma di abrogazione della ritenuta di cui sopra, ai fini di semplificazione» conclude la nota. Forza Italia aveva sollevato il problema sottolineando che «tale prelievo è particolarmente iniquo, in quanto colpisce tanti cittadini che, emigrati all'estero per lavorare, si fanno accreditare stipendi e proventi su un conto corrente italiano, magari per pagare un mutuo».

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