Grillini sì, ma non al punto di perdere la poltrona. È di Luis Alberto Orellana, ormai storico dissidente del MoVimento 5 Stelle, la presa di posizione più sorprendente della giornata: «Nessun paese con popolazione superiore ai 15 milioni di abitanti ha una sola Camera - scrive Orellana su Facebook - e per questo dobbiamo mantenere il Senato che non è il vero problema. Occorre una modifica seria dei regolamenti per aumentare l’efficienza dei lavori parlamentari. Il M5S ha presentato molte proposte in tal senso. Discutiamone». La provocazione, che rischia di risultare abbastanza impopolare in un momento in cui si chiedono da più parti tagli ai costi della politica, arriva in una giornata in cui il senatore «dissidente» aveva avuto già modo di distanziarsi dalle posizioni del proprio gruppo, in particolare per quel che riguarda il discusso incontro tra Renzi e Grillo per le consultazioni. Già a caldo Orellana aveva espresso la propria delusione per l’esito del confronto. Parole poi messe per iscritto in una nota congiunta redatta con i colleghi Lorenzo Battista, Fabrizio Bocchino e Francesco Campanella: «Peccato. Sarebbe stata un’ottima occasione per chiedere in streaming a Renzi cosa pensa delle grandi questioni su cui il Partito Democratico non si è mai espresso in modo chiaro. Pensiamo soprattutto agli sprechi costituiti dal proseguimento della realizzazione del Tav e del progetto F35. Molti nel Movimento sono appagati dal fatto che Grillo "gliele abbia cantate forte e chiaro". Ma riteniamo che per esprimere valutazioni, il tempo e i mezzi non ci manchino. Per chiedere risposte precise, invece, bisognerà aspettare la prossima occasione. Questa- concludono Battista, Bocchino, Campanella e Orellana - l’abbiamo perduta». Sulla stessa lunghezza d’onda anche il deputato Alessio Tacconi: «Abbiamo perso un’occasione per mettere Renzi davanti a un programma chiaro e a responsabilità concrete. Personalmente credo sarebbe stato interessante capire come Renzi intende realizzare i punti del suo programma che coincidono con i nostri». «In generale - continua Tacconi - assistere alla scena di Grillo che non lascia parlare il proprio interlocutore è stato deludente e a mio parere ha rafforzato nell’elettorato l’idea che il Movimento rimanga arroccato in una posizione di isolamento autoreferenziale e critica finalizzati a se stessi». Sullo stesso blog del comico, peraltro, i commenti positivi si sono mischiati ad altri, non meno numerosi, nei quali era stato criticato l’atteggiamento del leader.
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