L’intesa c’è. La simpatia personale pure. Ma il credito che Silvio Berlusconi intende concedere a Matteo Renzi non è illimitato. Né incondizionato. Così, nel corso delle consultazioni, durate oltre un’ora e mezza (con una decina di minuti in cui i due sono restati completamente soli), il Cavaliere ha sì confermato che quella di Forza Italia sarà un’opposizione «non pregiudiziale», così come ha ribadito che gli «azzurri» voteranno quei provvedimenti giudicati utili per il Paese e che l’impegno sulle riforme non verrà meno. Ma - ed è questa la parte meno «conciliante» - Berlusconi ha spiegato che non saranno ammessi scherzi su legge elettorale e giustizia. Sul primo punto, il Cav ha chiuso a qualsiasi modifica dell’Italicum. L’obiettivo è arginare il progetto di Alfano, che vorrebbe abbassare le soglie di sbarramento per creare una propria coalizione con Casini e parte dei montiani. Berlusconi, invece, conta a costringere l’ex delfino a riallearsi con Forza Italia, perché solo unendo tutti i moderati sarebbe possibile sconfiggere il centrosinistra. Ma anche la giustizia è uno dei nodi più delicati. Il leader di Forza Italia, infatti, non avrebbe gradito le indiscrezioni circolate sul nome del prossimo Guardasigilli. L’ipotesi più quotata, infatti, riguarda Livia Pomodoro, la presidente del Tribunale di Milano, lo stesso che ha condannato Silvio Berlusconi per frode fiscale. Un profilo lontano dal modello «garantista» che ha in mente il Cav. Non solo: a lasciare perplesso l’ex premier è anche la totale assenza di riferimenti alla riforma della giustizia tra i provvedimenti che Renzi vorrebbe portare avanti. Una mancanza alla quale, però, il «rottamatore» rimedia subito dopo l’incontro con Berlusconi. Matteo, infatti, pur negando di aver affrontato direttamente l’argomento nel confronto a tu per tu con il leader di Forza Italia, mette per la prima volta nella sua agenda il tema giustizia, «anche se sarà diversa dal modo in cui se n’è parlato negli ultimi anni». Alla luce di questa apertura, presumibilmente anticipata al Cav, Berlusconi può lasciare in piena serenità la sala del Cavaliere di Montecitorio e mostrarsi sorridente ai giornalisti. Non solo perché, rispetto al giorno della decadenza nel quale aveva giurato che non sarebbe mai rientrato in Parlamento, ora è tornato a rivestire un ruolo da protagonista nella politica. Esordisce con una battuta: «Ho incontrato un premier che ha la metà dei miei anni, e credo che questo sia un bene per il Paese e per il rinnovamento della classe dirigente». Poi il Cav passa ai provvedimenti che secondo lui non possono mancare dall'agenda di governo. In primis, le riforme istituzionali. «Bisogna dare al presidente del Consiglio italiano gli stessi poteri dei suoi colleghi europei». Poi un accenno alla necessità di superare il bicameralismo perfetto. «Noi la riforma l’avevamo fatta - rivendica - ma è stata abrogata con un referendum». Ma la giornata romana del Cavaliere non si esaurisce nel faccia a faccia con Renzi. A Palazzo Grazioli sono attesi per pranzo gli europarlamentari del partito. Con loro Berlusconi ha intenzione di fare il punto sulla campagna elettorale che si sta avvicinando e non rinuncia a togliersi un sassolino dalle scarpe su Angelino Alfano. «Benvenuti inutili idioti» è il saluto ironico che il Cavaliere riserva ai suoi uomini. Poi però si fa serio: «È una bassessa il modo in cui Alfano vi ha definiti. Se proprio voleva attaccare qualcuno, perché non ha attaccato me?». Davanti agli europarlamentari, però, il Cavaliere fa anche il punto sulle consultazioni con Renzi. «Mi è piaciuto - spiega - e gli ho consigliato di battere i pugni in Europa. Ma agli italiani - aggiunge - non è piaciuta la manovra che lo ha portato Renzi a Palazzo Chigi: il 70% non vede di buon occhio questo governo e il Pd ha perso tre punti, mentre Forza Italia cresce: siamo al 24,5%». Infine, un accenno al prossimo congresso del Ppe a Dublino, al quale, privo del passaporto, Berlusconi non può partecipare: «Sono il numero due del Ppe per consistenza del gruppo e mi trattano così... Dovete mobilitarvi per pretendere la mia partecipazione. I miei avvocati faranno ricorso, dobbiamo farcela».
Berlusconi avverte Matteo: «Riforme ma nessun appoggio»
Il Cavaliere dopo l'incontro con Renzi ha confermato che Forza Italia sarà un’opposizione «non pregiudiziale». Ma non niente scherzi sull'Italicum
