Visco, poi Napolitano. Il premier incaricato punta sul fedelissimo Graziano Delrio per succedere a Saccomanni sulla scrivania che fu di Quintino Sella. Matteo Renzi, che si è confrontato su tutti i temi economici sul tavolo con il governatore di Bankitalia Ignazio Visco, è poi salito al Colle per riferire del giro di consultazioni che si è concluso oggi (l'incontro con Napolitano è durato quasi due ore). A quanto si apprende, però, il premier incaricato ha pronta anche una soluzione tecnica per il ministero dell'Economia. Stasera, infatti, Renzi avrebbe sottoposto al Capo dello Stato anche una rosa di nomi con un profilo tecnico e una caratura internazionale nel caso in cui le resistenze di Bruxelles e Francoforte su un candidato politico fossero troppo forti da vincere. L'altra opzione sarebbe quella di Guido Tabellini, ex rettore della Bocconi. Sarà governo entro la settimana. Sembra avvicinarsi la dirittura d'arrivo: Renzi esce da un burrascoso incontro-scontro con Beppe Grillo e, come a voler riportare le cose su un binario di normalità, fa sapere di aver quasi finito il lavoro. Anzi, un "ottimo lavoro" che porterà nella giornata di sabato ad un doppio appuntamento al Quirinale: in mattinata lo scioglimento della riserva e la lettura della lista dei ministri, il pomeriggio il giuramento nel Salone delle Feste. Sarà così nato il Governo Renzi, primo della storia della Repubblica con un premier sotto i quarant'anni. Lunedì, poi, la fiducia delle Camere, prima palazzo Madama, poi Montecitorio. Sarà la cartina tornasole per verificare, per la prima volta, i numeri della maggioranza, sia essa una fotocopia della vecchia o abbia elementi di novità. Nella maggioranza non ci saranno, questo è poco ma sicuro, i grillini. Non solo perché hanno sempre detto di sentirsi alternativi a questa operazione politica, ma anche perché Renzi e Grillo, oggi, si sono visti faccia a faccia e non ne è scaturita una profonda amicizia. Eppure, appena poche ore prima, con Silvio Berlusconi era stata tutta un'altra musica. "Votereno singoli provvedimenti se saranno favorevoli al Paese", annuncia il leader di Fi all'uscita, e qualcuno subito pensa alla possibilità di maggioranze variabili. Del resto sulle riforme "Abbiamo discusso della necessità di approvare secondo i tempi previsti la legge elettorale su cui non ci sono possibilità di cambiamento". Quindi Italicum e basta, con liste brevi bloccate e premio di maggioranza al 37 percento. Vertice di maggioranza? Angelino Alfano ieri aveva messo in chiaro che si sarebbe tenuto un vertice tra le forze di maggioranza per verificare le compatibilità tra i programmi sul tavolo. Ma la partita per la formazione del nuovo governo resta aperta. Matteo Renzi stronca ogni entusiasmo di confronto con Ncd e liquida così la proposta di Alfano: "Sono allergico a vertici di maggioranza, se vogliono vedersi si vedano".
Renzi promette il governo entro sabato
Il premier incaricato punta sul fedelissimo Graziano Delrio per succedere a Saccomanni, ma possibile anche scelta tecnica
