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Parolin: il tessuto Italia tiene, ora l’esecutivo realizzi il programma

Andrea Acalia.acali@iltempo.it I problemi del Paese, le soluzioni, le priorità. Sono i punti al centro dei colloqui bilaterali tra Italia e Vaticano che si sono svolti ieri pomeriggio a Palazzo...

I problemi del Paese, le soluzioni, le priorità. Sono i punti al centro dei colloqui bilaterali tra Italia e Vaticano che si sono svolti ieri pomeriggio a Palazzo Borromeo per ricordare l’85° anniversario dei Patti Lateranensi e il 30° della revisione del Concordato. A fare gli onori di casa nell’ambasciata italiana presso la S. Sede è stato il premier uscente Letta mentre si è trattato di una novità assoluta per il segretario di Stato mons. Parolin, che sabato sarà creato cardinale. E proprio il futuro porporato, confermando la sua grande disponibilità, si è fermato a parlare un po’ con i giornalisti in attesa da ore nel cortile della sede diplomatica: «Siamo contenti - ha detto - abbiamo parlato soprattutto del Paese, dei suoi problemi e delle sue molte potenzialità. Il "tessuto Italia" tiene, ci sono tante persone, famiglie, giovani, anziani che offrono un contributo fondamentale allo sviluppo e alla vita del Paese». Quando gli è stato chiesto se fosse ottimista, mons. Parolin ha risposto che «un cristiano deve sempre essere ottimista. Naturalmente ci sono delle difficoltà - ha ammesso - ma c’è una solidità che dà speranza». Quanto al prossimo governo, il segretario di Stato ha auspicato che «possa realizzare il suo programma, che mi sembra impegnativo. Spero che con l’aiuto di Dio ci riesca. Le priorità? Il lavoro e la famiglia - ha risposto - abbiamo parlato dell’importanza di dare sostegno alle famiglie». In precedenza il Presidente Napolitano era andato via visibilmente preoccupato. Alla richiesta di un commento sui rapporti tra Italia e S. Sede il Capo dello Stato ha tagliato corto: «Ho troppe cose per la testa». Poi, salendo in macchina, riferendosi ai tempi della crisi ha replicato con un secco «Sapete tutto». Anche Letta, come i numerosi ministri uscenti e i presidenti di Camera e Senato, Boldrini e Grasso, non ha rilasciato dichiarazioni. Mons. Parolin si è invece soffermato anche sulle riunioni del «C8», il consiglio dei cardinali che si sta studiando con Papa Francesco, tra le altre cose, la riforma della Curia. «I lavori proseguono bene, in un clima buono e di grande ascolto - ha detto - Oggi (ieri, ndr) abbiamo sentito le due commissioni» sugli affari economici. È presto, però, per aspettarsi decisioni operative: «I cardinali offrono la loro riflessione - ha detto Parolin - poi le conclusioni spettano al Papa». Quanto ai tempi «non so - ha detto - ma spero siano brevi». E infine un cenno allo Ior: sarà soprpesso? «No comment», ha replicato il segretario di Stato con un ampio sorriso. Ieri la Commissione referente sull’Istituto ha riferito al «C8» sulla situazione e sui problemi del passato e ha indicato alcune possibili soluzioni. Pubblicamente il Pontefice ne aveva ipotizzate tre: trasformazione in banca etica, nuova trasparenza con la conferma della mission attuale, soppressione. Il nodo non è stato sciolto ma nel consueto briefing il portavoce vaticano padre Lombardi, ha dato indizi che farebbe pensare a una quarta possibilità, l’unione tra lo Ior e l'Apsa, che amministra i fondi della Sede Apostolica. Una strada in qualche modo indicata anche dal cardinal Maradiaga, che presiede il consiglio.

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