Politica

Restano le distanze tra Alfano e Renzi

Il leader del Ncd ribadisce che il governo può nascere solo sulla base di un programma condiviso. Domani incontro per definire il patto

Tutto rinviato a domani. Dove? Magari a Palazzo San Macuto "luogo tipico", per dirla con le parole di Angelino Alfano, "di occasioni bicamerali". Che ripercorrendo a ritroso la storia politica italiana non è esattamente premessa di successo. La consultazione tra il premier incaricato Matteo Renzi e la delegazione del Nuovo Centrodestra ha lasciato tutto invariato. Le distanze tra il leader del Pd e quelli che dovrebbero essere parte integrante del suo governo e della sua maggioranza non si sono accorciate. Anzi. Uscendo dall'incontro Alfano ribadisce che per lui e il suo partito resta fondamentale il programma: niente sinistra, niente patrimoniale, obbligo di smontare la legge Fornero, sostegno alle famiglie e alle imprese. Se ci sono questi punti si può ragionare. Altrimenti niente governo e si torna al voto. E Renzi non può pensare di cavarsela promettendo che lo farà. Serve un patto scritto e proprio domani, terminate le consultazioni, coloro che intendono sostenere l'esecutivo si riuniranno per cercare di definire una piattaforma comune. Il Ncd ne ha bisogno per giustificare la scelta davanti ai suoi elettori. Il premier incaricato se vuole evitare di fallire la sua occasione. Riusciranno a trovare una mediazione?

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