È sulle riforme che il segretario del Pd si è giocato tutto negli ultimi due mesi, da quando icoè ha vinto le primarie del Pd l’8 dicembre scorso. La principale di esse è la nuova legge elettorale, il cosiddetto Italicum, approvato in commissione alla Camera e ora al vaglio dell’Aula. L’iter di approvazione si è interrotto per la crisi di governo e riprenderà dopo la conversione dei decreti legge in scadenza e il voto di fiducia al nuovo esecutivo. L’Italicum prevede il doppio turno di coalizione sul modello dei sindaci, ma senza preferenze. Al loro posto liste bloccate cortissime su collegi molto piccoli. Ma i partiti che compongono la maggioranza storcono il naso. Ncd vuole le preferenze, così come Scelta Civica che in alternativa chiede le primarie obbligatorie. Una posizione in linea con un emendamento del Pd. C’è poi il complesso discorso delle soglie di sbarramento per le formazioni politiche (12% per le coalizioni, 4,5% per i partiti in coalizione, 8% per quelli non coalizzati) e per vincere al primo turno senza bisogno del ballottaggio tra le due coalizioni più votate: in origine era il 35%, ora è al 37%. Molti vorrebbero però portarla almeno al 40%. Le riforme costituzionali prevedeono la riforma del Titolo V con l’abolizione della materia concorrente e un nuovo assetto tra governo centrale ed enti locali e la trasformazione del Senato in Camera delle Autonomine non elettiva.
Nuova legge elettorale e abolizione del Senato
È sulle riforme che il segretario del Pd si è giocato tutto negli ultimi due mesi, da quando icoè ha vinto le primarie del Pd l’8 dicembre scorso. La principale di esse è la nuova legge elettorale,...
