Politica

Grillo a Sanremo: "Renzi è il vuoto di Newton"

Il comico genovese davanti all'Ariston attacca il Festival e la Rai: "Responsabile del disastro di questo Paese"

Parte il Festival, arriva Grillo. Non come mattatore sul palco, ma come guastafeste nei giorni più convulsi per le sorti della Nazione. La vetrina è ampia, la partecipazione di sicuro effetto, la carne al fuoco sulla quale misurarsi anche troppa. I poteri della Repubblica nel mirino: dal Parlamento privato di legittimità democratica dopo la tagliola di Laura Boldrini e che lavora a forza di decreti del governo, al cambio di esecutivo senza crisi parlamentare o passaggio elettorale. Grillo non è nuovo al Festival – addirittura lo condusse nel '78 – e in terra ligure gioca in casa. Non è tra gli ospiti ufficiali. Ha comprato un biglietto come un normale spettatore. Anzi, ne avrebbe comprati addirittura 10 per i posti di una fila in platea. Arrivato a Sanremo, dal red carpet dell'Ariston ha iniziato il suo comizio. Il primo affondo è per la Rai, “maggiore responsabile del disastro economico, politico e sociale del Paese”. Il secondo per il Festival: “È tutto così precario come l'informazione, che è capovolta. Parlate del nulla, del vuoto (riferendosi ai giornalisti ndr.). Allora andiamo al vuoto per antonomasia: Il Festival di Sanremo”. Beppe Grillo inizia con i toni forti il suo “contro-festival” a Sanremo. Il suo comizio davanti all'Ariston è un fuoco di parole. Come auspicato dal direttore di Rai1 Leone, Grillo, “uomo di spettacolo” prima di tutto, non disturberà lo svolgimento della competizione. “Sono uno spettatore, non interferisco con i cantanti, con il programma. Non voglio rubare soldi e tempo”, ha detto il leader pentastellato, “ci sono già stati esponenti del Pd-ex meno elle che hanno minacciato che io potrei essere denunciato per interruzione di servizio pubblico... Si guarda al reato prima che avvenga, siamo a Minority report. Ma io non faccio il dirottamento di un treno, vado in teatro ad un festival con un biglietto”. Poi ha osservato: “Leone dirà che Sanremo è andato bene ma è una menzogna. Voglio far capire alla gente che questa non è più la Rai di mio padre”. E sui cachet alti, ha ammesso: “Sì negli anni '80 anch'io prendevo quei cachet, è vero, e allora? Ma il tema caldo è un altro.  Grillo non si fa sfuggire l'occasione per dire la sua sull'incarico di formare il nuovo governo affidato a Matteo Renzi. In queste ore gli iscritti al Movimento stanno votando nel sondaggio on-line per decidere se i 5 Stelle dovranno partecipare alle consultazioni con il segretario Pd. “Io e Casaleggio siamo per non andare alle consultazioni ma decideranno gli iscritti. Si vota fino alle 22”. Perché no?, “Ma perché Renzi è il vuoto di Newton. È mandato da De Benedetti, non ha una visione. È quello che ha detto «mai contro Letta, mai al governo senza elezioni». Il problema non sono le persone... perché Sanremo è Sanremo”. Poi spara a zero su Verdini e Berlusconi: “In un paese dove la legge elettorale la fanno in tre: un pregiudicato, un mezzo pregiudicato e Verdini. Andate a vedere chi è Verdini. Fanno i decreti legge, il Parlamento non c'è più. E mettono la Tav nei decreti contro violenza sulle donne, mettono un regalo da 7,5 miliardi alle banche nel decreto per eliminare la rata dell'Imu. Questo è un Paese alla rovescia, o vi rovesciate o non capite più niente”.

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