Politica

Renzi sprofonda nella palude Alfano

Oggi al Quirinale per l’incarico. Ma l’accordo con Ncd ancora non c’è I tempi si allungano: giuramento e fiducia non prima di giovedì

L’unica certezza è che stamattina alle 10.30 il segretario del Pd Matteo Renzi salirà al Quirinale per incontrare il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e ricevere l’incarico di formare il governo. Ma resta l’incertezza sui tempi con cui il nuovo esecutivo vedrà la luce. Molto dipenderà da come e quando il leader del Partito democratico riuscirà a trovare l’intesa con il Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano e con i Popolari per l’Italia di Mario Mauro e Lorenzo Dellai. Dopo aver lavorato tutto il giorno alla formazione della squadra di governo in stretto contatto con i fedelissimi Lorenzo Guerini e Graziano Delrio, Renzi ha lasciato la propria abitazione fiorentina di Pontassieve poco prima delle 17. Il segretario del Pd è partito a bordo di un’auto sulla quale ha caricato i propri bagagli alla volta della Capitale. Per tutto il pomeriggio si sono rincorse voci - alimentate da fonti parlamentari - di un incontro in serata tra Renzi e Alfano, che nel corso del fine settimana si sarebbero tenuti in contatto più volte tramite sms. Ma l’incontro è stato smentito. Il vertice decisivo dovrebbe tenersi solo dopo il conferimento a Renzi da parte di Napolitano dell’incarico di formare il governo. La trattativa tra il segretario e il Nuovo Centrodestra prosegue comunque serrata. E la quadratura del cerchio sulla squadra di governo - che sarebbe comunque già a buon punto - verrà messa nero su bianco solo dopo l’incontro tra i due leader. Alfano anche ieri, parlando a una contention con gli eletti Ncd a Roma, è stato chiaro ribadendo che il governo potrà nascere solo grazie a Ncd, altrimenti in Senato non ci sarà alcuna maggioranza. Un modo per alzare la posta. Alfano chiede a Renzi un patto alla tedesca: in Germania Cdu e Spd hanno sciolto la riserva sulla grosse koalition solo dopo aver messo per iscritto l’accordo di governo. Alfano vuole gli stessi paletti: un contratto blindato dove siano inserite le cose da fare, le cose da non fare e i tempi di attuazione per ogni singolo punto. Tra i temi ci sono qualche modifica all’Italicum - che Ncd considera disegnato da Verdini e da FI per affossare la compagine alfaniana - le riforme costituzionali, un accordo complessivo sulle misure economiche e per il lavoro. Alfano vuole garantire alcuni punti cardine del programma per tutelare quel ceto medio potenziale elettore di Ncd. Solo dopo aver raggiunto un accordo sul patto di coalizione si comincerà a discutere dell’assetto dell’esecutivo e di ministeri. Una posizione espressa anche dai Popolari: nessun appoggio al buio, prima Renzi dovrà fornire chiarimenti sul programma. Il segretario Dem, però, continua a viaggiare verso Palazzo Chigi con i ritmi immaginati sin dall’inizio: Renzi vorrebbe iniziare le proprie consultazioni con i partiti già oggi verso mezzogiorno, appena uscito dal Quirinale. Ma gli intoppi rischiano di rallentare pesantemente il suo cammino. «Sono giornate decisive, sono stati chiesti tempi non particolarmente accelerati. Prenderemo qualche giorno, e non resta che aspettare domani (oggi ndr.)», conferma Maria Elena Boschi. L’obiettivo resta quello di arrivare in Parlamento per la fiducia ottimisticamente per mercoledì o giovedì, sapendo che 24 ore in più non sarebbero la fine del mondo. Per i più ottimisti, addirittura il governo Renzi potrebbe battere il primo colpo ufficiale in un Cdm venerdì prossimo. Forse però si tratta di un eccesso di entusiasmo. Il segretario Pd potrebbe infatti avviare le proprie consultazioni solo domani, perché oggi in tarda mattinata - riferiscono fonti interne al Nazareno - dovrebbe tornare a Firenze per partecipare nel pomeriggio al Consiglio comunale del capoluogo toscano. La tempistica della formazione del nuovo esecutivo cambierebbe quindi passo. Ricevuto l’incarico con riserva, Renzi dovrebbe prendersi 48 ore di tempo tra consultazioni e riflessioni: il giuramento e la tradizionale cerimonia del Campanello a Palazzo Chigi (col passaggio di consegne tra il premier uscente Letta e il nuovo presidente del Consiglio) dovrebbero così tenersi tra mercoledì e giovedì, per presentarsi venerdì in Senato per chiedere la fiducia e alla Camera sabato.

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