Politica

Napolitano conferisce l'incarico a Renzi

Il segretario del Pd accetta con riserva, poi definisce le priorità del governo: riforme costituzionali e legge elettorale, pubblica amministrazione e fisco nei primi 100 giorni

L'orizzonte è quello del 2018. Il presidente Napolitano conferisce a Matteo Renzi l'incarico di formare il governo e il segretario del Pd ha accettato con riserva. "Ho ricevuto l'incarico di provare a formare il nuovo governo, ho accettato con riserva, con la responsabilità e il senso della rilevanza di questa sfida. Ho ringraziato il Presidente e gli ho assicurato che metterò tutto l'impegno e l'energia di cui saremo capaci in questa sfida difficile", afferma il democratico all'uscita dal colloquio, poi definisce quali saranno le priorità dell'esecutivo: "Entro il mese di febbraio si profila un lavoro urgente sulle riforme costituzionali ed elettorali e subito dopo, a marzo, immediatamente il lavoro, ad aprile la riforma della pubblica amministrazione, e a maggio il fisco".       Con tutta l'energia e il coraggio che abbiamo #lavoltabuona — Matteo Renzi (@matteorenzi) 17 Febbraio 2014       Renzi è entrato in perfetto orario al Quirinale a bordo di una Giulietta bianca guidata da lui. La scorsa settimana e si era presentato a palazzo Chigi con la Smart di Ernesto Carbone. Pochi istanti dopo l'ingresso di Renzi una ventina di manifestanti di Fratelli d'Italia cercano di avvicinarsi al piazzale antistante il Colle. Alla testa del gruppo c'è Giorgia Meloni. I militanti FdI urlano: "Elezioni subito!" La protesta è contro il segretario Pd "non eletto dal popolo". FdI sventola bandiere di partito assieme al tricolore. I manifestanti, prontamente bloccati dalla polizia, esibiscono anche la tessera elettorale. "Renzi - spiega Meloni- si sta comportando come un qualunque politicante della prima Repubblica" e arriva alla "poltrona di presidente del consiglio con una congiura di palazzo. Cambiano solo le terga che siedono su quella poltrona. Per questo abbiamo consegnato le tessere elettorali al Capo dello Stato, e anche loro - dice indicando i militanti di FdI - lo fanno e speriamo che tanti italiani lo facciano. La Costituzione non dice che la sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei modi decisi dalla direzione del Partito democratico, la nostra è un'azione dimostrativa per protestare contro il terzo governo deciso sulla testa degli italiani. Anche generazionalmente parlando - ha aggiunto - speravo che Renzi potesse rappresentare una stagione nuova, ma sta dimostrando che non è così. Fabio Rampelli ha sottolineato: "Hanno stracciato per la terza volta consecutiva la Costituzione se il Pd che evidentemente porta le corna, ci ha ripensato e ha sfiduciato Enrico Letta questa è una condizione sufficiente per sciogliere le Camere, basta con le manovre e le congiure di palazzo".

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