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«Il mio nome accanto a Bird È un sogno che si avvera»

Belinelli: «All’inizio ero un po’ nervoso, credo di aver tirato anche un paio di "airball". Alla fine, però, ero molto concentrato. Tenevo molto a questo trofeo».

«All’inizio ero un po’ nervoso, credo di aver tirato anche un paio di "airball". Alla fine, però, ero molto concentrato. Tenevo molto a questo trofeo». È il ritratto della gioia Marco Belinelli, il primo italiano a iscrivere il proprio nome nello speciale albo d’oro della gara di tiro da 3 nell’All Star Weekend. «È incredibile, non so cosa dire. Questo è veramente un sogno che si avvera. Ricordo quando Larry Bird vinse questa gara: ora l’ho vinta io, non so descrivere quello che provo», aggiunge il bolognese, che sta vivendo un'annata straordinaria. Gli Spurs hanno vinto 38 delle 53 partite sinora disputate in regular season. Belinelli, impiegato in 52 gare, viaggia alla media di 11,2 punti e 3 rimbalzi. Soprattutto, tira con il 50% dal campo e con un eccellente 44,8% da 3. L’impresa del bolognese non è naturalmente passata inosservata. Il basket italiano si è inchinato a Marco Belinelli, capace di portare per la prima volta il tricolore negli albi d’oro della Nba. Scontati gli omaggi alla guardia dei Sant’Antonio Spurs: «A nome di tutta la Giba, invio a Belinelli l’abbraccio dei giocatori di basket italiani che lui ha reso orgogliosi, rendendosi protagonista di un risultato di caratura mondiale» scrive Alessandro Marzoli, presidente dell’associazione Giocatori Basket Italiani. «Marco è un giocatore italiano al 100% - continua Marzoli - formato e cresciuto in Italia, impostato da istruttori italiani. Per questo siamo molto orgogliosi di lui. Il merito è integralmente suo, ma ci piace pensare che ogni singolo giocatore di basket italiano ci abbia messo uno spicchio di cuore, nella notte appena trascorsa, tifando per Beli e pregando il dio del basket, affinché le sue triple andassero a bersaglio». «Marco è il Cristoforo Colombo del Terzo Millennio», è invece il commento di Mario Boni, vice presidente della Giba. «Un altro italiano capace di solcare l’oceano Atlantico senza paura, sfidando storia, credenze popolari e superstizioni, per scoprire una nuova terra: quella del tiro da 3 punti dominato da italiani, in terra statunitense. La sua impresa, come le sue triple, restano scolpite nella storia del basket mondiale. Complimenti a lui - conclude Boni - orgoglio del basket italiano. E felice io di averci giocato contro». Anche il presidente della Federbasket Giovanni Petrucci ha fatto le proprie congratulazioni a Belinelli: «Complimenti Marco. Bravo, bravissimo, sei il nostro ambasciatore vincente. Ad Maiora», così recitava il messaggio inviato all’azzurro, al quale sono seguiti i ringraziamenti di Belinelli.

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