Quelle di oggi in Sardegna saranno già un primo test per Matteo Renzi e per Silvio Berlusconi. E al di là del nome del vincitore – Ugo Cappellacci di FI che verrebbe riconfermato, la scrittrice Michela Murgia alla guida di una coalizione di Liste Civiche o Francesco Pigliaru alla guida di una coalizione di centrosinistra – conterà soprattutto le percentuali che riusciranno a prendere il Partito Democratico e Forza Italia. Soprattutto per valutare che peso ha avuto l’ingresso di Matteo Renzi sulla scena politica nazionale. In tutto sono 1.480.409 gli elettori sardi chiamati oggi alle urne per scegliere, con la nuova legge elettorale, il presidente della Regione e rinnovare il Consiglio, il quindicesimo nella storia dell'autonomia della Sardegna. La nuova legge elettorale ha ridotto da 80 a 60 il numero dei consiglieri regionali, prevede un turno unico, soglie di sbarramento per partiti e coalizioni e un premio di maggioranza. Sarà dichiarato eletto il candidato presidente, dei sei in corsa, che otterrà il maggior numero di voti. I seggi consiliari da assegnare saranno 60, venti in meno rispetto a quelli occupati nella legislatura che sta per concludersi. Uno spetterà al presidente eletto, un altro al concorrente che arriverà secondo. È ammesso il voto disgiunto, per votare una lista e un candidato presidente non collegati fra loro. Le liste negli otto collegi sono oltre 200, in rappresentanza di poco meno di una trentina di simboli. Sono previste soglie di sbarramento per coalizioni e partiti che si presentano come singoli.
Voto in Sardegna, test nazionale
Quelle di oggi in Sardegna saranno già un primo test per Matteo Renzi e per Silvio Berlusconi. E al di là del nome del vincitore – Ugo Cappellacci di FI che verrebbe riconfermato, la scrittrice...
