Politica

Sanremo si tinge di giallo per i due marò

Le mogli: «Non è una festa». Il sindaco: un’indecenza ignorarli

Sanremo in “giallo” per i nostri marò. A dispetto di Rai1, che ha inspiegabilmente deciso di non occuparsi, nei giorni del Festival, del caso di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, che in India rischiano la pena di morte, la Città dei Fiori, nei giorni in cui i “riflettori” dei mass media saranno puntati tutti su di essa, si colora di giallo in segno di solidarietà ai nostri fucilieri. Una grande “festa”, anche se da festeggiare c’è poco, come hanno affermato le mogli dei marò, Vania Ardito e Paola Moschetti Latorre. L’iniziativa, messa su dal sindaco di Sanremo, Maurizio Zoccarato, e dal suo assessore Gianni Berrino, si è svolta ieri, a due anni esatti da quel giorno maledetto in cui i fucilieri vennero presi dalle autorità indiane e poi accusati di omicidio. Alle 19.30 in punto la fontana dello Zampillo, tinta di giallo, è stata illuminata da luci anch’esse gialle. Sullo sfondo, a “dominare” la scenografia, un poster dei fucilieri su cui campeggiava la scritta “Marò liberi subito”, coperto a inizio cerimonia da un drappo coi colori della bandiera tricolore e scoperto nel corso della cerimonia. In una piazza circondata da piante di mimose e da aiuole gialle intorno alla fontana, con centinaia di bandiere in ogni angolo della città, sono accorse moltissime persone, gente comune, consiglieri comunali e assessori, uomini dell’esercito e forze dell’ordine, chi in divisa chi in borghese. In divisa erano i marinai. Presenti anche gli alpini e le associazioni “combattentistiche”. La cerimonia si è aperta con l’inno d’Italia e del battaglione San Marco. Dopo un breve discorso dell’assessore Berrino, che ha avuto l’idea di promuovere le iniziative nei giorni del Festival, quindi di massima attenzione mediatica per la città, ha preso la parola Zoccarato: «Siamo qui – ha detto - per ricordare i nostri marò, che sono ostaggio di uno Stato straniero e rischiano la pena di morte perché qui in Italia non abbiamo uno Stato forte. Per l’India siamo noi il terzo mondo». Il sindaco, che nei giorni scorsi ha avuto parole dure verso il governo italiano, puntando il dito soprattutto all’indirizzo del ministro degli Esteri Emma Bonino, ha poi aggiunto: «Dobbiamo avere il coraggio di dire che quello che sta accadendo a Girone e Latorre, uomini di valore che rischiano la vita, è un’indecenza. Un’indecenza che noi cerchiamo di cancellare con questa manifestazione, che ha lo scopo di tenere alta l’attenzione sui nostri fucilieri». Per Zoccarato la solidarietà della città di Sanremo va anche oltre i due marò: «Siamo qua – ha infatti sottolineato - anche per tutti quegli uomini in divisa che proprio per indossare quella divisa, e per difenderci ogni giorno, rischiano la loro vita per noi». E forse qualcuno ancora non l’ha capito.

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