Non assicura che voterà la fiducia al governo Renzi. Per ora resta alla finestra. Anche se le perplessità di Giuseppe Civati aumentano. Un tempo era il vice rottamatore, al fianco di Matteo. Poi le strade dei due si sono divise. Fino ad arrivare alle ultime primarie, in cui Civati è stato uno degli sfidanti del sindaco di Firenze. È arrivato terzo, ritagliandosi uno spazio (quello più a sinistra) tra i Democratici. Ieri ha chiesto al vertice del Pd di smentire le ricostruzioni dei giornali, secondo cui ci sarebbero stati molti contatti tra Renzi e Verdini, uno dei più stretti collaboratori di Silvio Berlusconi. Non solo. Tra il sindaco di Firenze e il Cavaliere ci sarebbe un patto, confermato dalle «aperture» reciproche. Bè, onorevole Civati, alla fine della giornata la smentita della segreteria del Pd è arrivata. Il portavoce della segreteria Dem, Lorenzo Guerini, ha detto che non ci sono trattative in corso con Forza Italia. È sollevato? «Sì ma se non glielo chiedevo nessuno avrebbe smentito. Meno male che alla fine è arrivato il chiarimento. Io sono stato molto in pena». Ma c’è qualcosa di vero nel presunto patto tra Renzi e Berlusconi? «Non ho motivo di pensarlo. Non faccio il retroscenista. L’ho letto su tutti i giornali e ne ho chiesto conto. Mi basta la precisazione del Pd». Crede che Forza Italia porrà delle condizioni al nuovo governo guidato da Renzi, anche se rimarrà all’opposizione? «Mi chiedo quali saranno le condizioni che porrà il Pd. Per ora ho visto soltanto quelle che ha posto Alfano». Che effetto le ha fatto che Berlusconi dopo l’incontro con Napolitano abbia assicurato che farà un’opposizione responsabile? «Mi fa più effetto quello che stiamo facendo noi. Berlusconi è tatticamente perfetto per il centrodestra». Lei cosa avrebbe fatto? Avrebbe chiesto al Capo dello Stato di sciogliere le Camere e di andare alle elezioni anticipate? «Tanti hanno detto che non potevamo andare a votare adesso perché ci sarebbero state le larghe intese per i prossimi cinque anni. Invece, così come ci stiamo muovendo, faremo le larghe intese per quattro anni. Cosa cambia? Mi sembra una contraddizione evidente». Dunque qual era la sua proposta? «Prima cambiare la legge elettorale e poi elezioni». Renzi ha scelto una strada diversa. «Non ho ancora capito perché. Pensavo che Renzi volesse andare alle elezioni e poi aprire una nuova stagione politica. Invece vedo che la nuova stagione che si aprirà sarà molto simile alla vecchia». Un errore? «Serviva più cautela» Quali sono due o tre priorità del prossimo governo? «Guardi, io non so nemmeno perché dobbiamo fare l’alleanza con Alfano e il suo Nuovo Centrodestra invece che provare prima altre strade. Non dobbiamo ripartire da zero? Allora perché non tentiamo di immaginare altri scenari?». Un’alleanza con Sel e MoVimento 5 Stelle? «Avremmo dovuto valutare». E le cose da fare subito per un governo Renzi? «È difficile. Spero, ovviamente, che su alcune cose, a partire dalla questione degli F-35, ci siano risposte subito. Ma ho molti dubbi». Perché? «Abbiamo proposto le unioni civili e Formigoni ha detto no, abbiamo parlato di ius soli e Alfano ha detto no, abbiamo rilanciato la questione degli F-35 e Mauro ha detto no. Non so cosa potremmo fare in questa situazione». Qualcuno ha chiesto a Renzi di mettere in cantiere anche una legge sul conflitto di interessi... «C’è il rischio che si faccia tanto rumore senza riuscire a cambiare niente». Insomma, il governo Renzi parte male. «Non sono un gufo, osservo la realtà».
«Ci manca solo la trattativa con il Cavaliere»
Pippo Civati non assicura che voterà la fiducia: «Per ora le regole le detta il centrodestra»
