L’umore di Berlusconi oscilla tra la preoccupazione, la rabbia e la delusione. La faida tra i due leader del Partito Democratico, Enrico Letta e Matteo Renzi, rischia di far deflagrare anche il grande progetto di riforma dello Stato che il segretario Dem aveva concordato con il Cavaliere. «Noi siamo pronti a mantenere la parola data - spiega un senatore forzista - ma siamo sicuri che dall’altra parte riusciranno a fare lo stesso?». E ancora: «L’impegno non lo abbiamo preso su una qualsiasi legge elettorale. Se qualcuno cambia le carte in tavola, non pensi di averci dalla sua parte». Lo scenario è chiaro: se Renzi andrà al governo con Alfano e qualche voto rimediato tra i grillini - ipotesi che nel primo pomeriggio sembrava la più accreditata - non si illuda di concedere niente in cambio agli alleati della maggioranza. Specie sulle soglie dell’Italicum. Altrimenti tutti il castello è destinato a cadere. Ma non è solo il problema della modernizzazione del Paese a inquietare Berlusconi. Il Cavaliere sarebbe rimasto molto deluso anche dal comportamento di Matteo Renzi, resosi protagonista di una vera e propria manovra di Palazzo per arrivare alla guida del governo. «È una mossa azzardata. E sarebbe questo il leader della Terza Repubblica?» avrebbe ironizzato con i suoi. Concetto ribadito in serata dal suo consigliere Giovanni Toti: «Se ci sarà un governo Renzi Forza Italia starà all’opposizione come ora è all’opposizione di un governo che non sa risolvere i problemi del paese» ha spiegato l’ex direttore del Tg4. «Sarebbe il terzo governo e il terzo premier che entra a palazzo Chigi attraverso ribaltoni - ha aggiunto - occorrerà prima o poi ridare la parola agli elettori». Parole che sembrano consegnare anche una critica indiretta a Giorgio Napolitano, che di tutti questi «ribaltoni» è stato il regista. Berlusconi non ha certo dimenticato le polemiche di questi giorni sul presidente della Repubblica. A inquietarlo ulteriormente, ieri mattina, è stata la lettura dell’intervista che Amedeo Laboccetta ha concesso a Il Tempo , nella quale l’ex parlamentare ha raccontato le rivelazioni fattegli da Fini su un presunto complotto concordato con Napolitano. Il Cav ha «divorato avidamente» l’intervista ed è rimasto «colpito ma non sorpreso» dall’ipotesi che Colle e presidente della Camera abbiano tramato alle sue spalle già molto prima del 2011. Negli strali di Berlusconi ieri sarebbe finito anche Alfano, pronto ad appoggiare un nuovo governo Pd. Non a caso un’abitualmente fedele interprete del pensiero del presidente come Daniela Santanché ha ulteriormente affilato le armi contro il vicepremier: «I traditori - ha scritto - non si smentiscono mai: Alfano ha tradito Berlusconi, Alfano tradisce Letta per Renzi. Non c’è il due senza il tre. Auguri». Tra oggi e domani Berlusconi, che ieri non è uscito da Palazzo Grazioli, dovrebbe anche incontrare i gruppi parlamentari che hanno invocato un’indicazione sulla linea da seguire nei confronti del Quirinale. Nel frattempo, la «nausea» provata per gli ultimi sviluppi della vita politica è parzialmente mitigata dai sondaggi. La faida tra i Dem continua a far aumentare i consensi per Forza Italia. Alle Europee l’opposione al governo Pd, chiunque sia il premier, potrebbe ottenere un successo inaspettato.
Silvio spiazzato: «Ora opposizione dura»
Forza Italia preoccupata dallo scontro nel Pd. «Faranno saltare le riforme» Il Cav «colpito ma non sorpreso» dalle rivelazioni di Laboccetta su Fini
