Politica

Letta: "Italia, non camminerai mai sola"

"Non mi dimetto, chi vuole il mio posto dica cosa fare". Nel biennio 2014-2015, trenta miliardi saranno dedicati alla riduzione di tasse per le imprese e per i lavoratori

"Io ho una visione di Italia che riparte con il tentativo di dare a chi fa economia e fa lavoro, alle imprese, la possibilità di crescere e naturalmente". Enrico Letta si rivolge alla società italiana mutuando lo slogan calcistico del Liverpool: You will never walk alone, la possibilità cioè di dire a ogni italiano non camminerai mai da solo. Il premier presenta il suo patto di coalizione, Impegno Italia, che nasce per rendere chiara, di fronte al Paese, l'assunzione di responsabilità che il governo chiede al Parlamento e ai partiti. "Ha un solo obiettivo: portare i benefici della stabilità e del lavoro di questi mesi nella vita reale delle persone. E' la risposta alle tensioni e al sostegno altalenante delle forze politiche che hanno condizionato fin qui la vita dell'esecutivo. Una risposta a carte scoperte: con priorità e azioni precise, con un cronoprogramma certo. Alle spalle abbiamo un percorso faticosissimo, frenato da un modello di larghe intese esauritosi per una vicenda estranea all'attività di governo con l'uscita dalla maggioranza di Forza Italia. Siamo andati avanti non a tutti i costi e lo rivendichiamo. Ci siamo posti sempre e solo al servizio dell'Italia e dell'Europa, secondo il mandato che il Presidente della Repubblica e il Parlamento ci hanno consegnato. Per 10 mesi, a dispetto delle scosse quotidiane e degli aut aut continui, abbiamo tenuto dritta la barra, governando il Paese per farlo uscire dalla peggiore crisi, non solo economica, del dopoguerra. Nel 2013 abbiamo iniziato, seppur gradualmente, a ridurre tasse, debito pubblico, deficit. Alla fine dell'anno, per la prima volta dopo tanti trimestri consecutivi, il Pil ha registrato il primo segno positivo". Letta, Renzi e il Pd. "Io chiedo solo chiarezza, lo chiedono gli italiani. Non mi dimetto. Le dimissioni non si danno per dicerie, per manovre di palazzo, per retroscena. Io credo che ognuno debba dire cosa vuole fare, giocando a carte scoperte, soprattutto chi vuole venire qui al posto mio. Nelle sedi appropriata, le sedi sono i partiti, ognuno deve assumersi le proprie responsabilità, io in primis, il Pd, il suo segretario". Letta commenta l'incontro di questa mattina con Matteo Renzi. "L'incontro è stato, come dite voi, franco... Ci siamo parlati, ognuno ha spiegato il suo punto di vista, è sempre positivo quando ci si parla". Letta ha detto di avere immaginato per tutti questi mesi di governo una sorta ti titolo: "Ogni giorno è come se fosse l'ultimo», ricordando che «hanno cercato di cacciarmi fin dal primo giorno". E facendo riferimento alle parole con cui nei giorni scorsi Renzi aveva lanciato l'hashtag #enricostaisereno, ha spiegato che se fosse per lui ora l'hashtag sarebbe #iosonoserenoanzizen". Non solo: "Dopo questa esperienza - ha chiosato - potrei perfino insegnare pratiche zen in qualunque monastero". Economia. Letta afferma che se la fiducia verrà rinnovata, destinerà trenta miliardi in due anni, 2014-2015, al rilancio dell'economia e alla riduzione delle tasse sul lavoro. Dalla spending review, ha detto Letta, nel biennio 2014-2015 è previsto l'arrivo di 16 miliardi, il resto dal rientro dei capitali dall'estero e dal calo dei tassi di interesse. In totale, dunque, 30 miliardi, compresi quelli già stanziati nell'ultima legge di stabilità, da mettere soprattutto nella riduzione di tasse per le imprese e per i lavoratori: 9 miliardi per le imprese e 10 per i lavoratori. Impegno Italia. Il patto di coalizione include 50 punti programmatici divisi in 11 aree tematiche (Lavoro, Persone, Formazione, Fisco, Amministrazione Pubblica, Impresa, Investimenti, Territorio, Cultura e Turismo, Legalità, Innovazione). Eccoli nel dettaglio: LAVORO 1. Introdurre il contratto di inserimento a tutele progressive, promuovere nuova occupazione a tempo indeterminato, rafforzare le politiche attive per il lavoro 2. Adottare il Codice del lavoro semplificato 3. Riformare gli ammortizzatori sociali e intervenire a favore degli esodati 4. Favorire l'applicazione dell'accordo tra le parti sociali in tema di rappresentanza 5. Sostenere il Terzo settore PERSONE 6. Favorire la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, potenziare il Fondo per i nuovi nati, rivedere gli strumenti di sostegno economico alle famiglie 7. Regolare i diritti delle coppie conviventi 8. Realizzare il Sostegno all'inclusione attiva 9. Intervenire sul disagio abitativo 10. Adottare il nuovo Patto della Salute 11. Rafforzare la lotta al gioco d'azzardo patologico 12. Sostenere la pratica sportiva 13. Riformare la legge sulla cittadinanza, secondo il principio dello ius soli. "Impegno Italia non è enciplopedia, è la mia proposta per il Paese. Considero questo impegno importante per il metodo, per la concretezza, parliamo di cose possibili. Occorre rafforzare gli asili nido, dare un incentico fiscale all'occupazione femminile e caricare il fondo dei nuovi nati". Poi il presidente del Consiglio parla di "congedi di paternità e maternità che dobbiamo rivoluzionare rispetto a quelli di oggi", di "maggiore credito delle imprese", di "un pacchetto di interventi contri i patrimoni delle mafie, la criminalità, con un impegno e la possibilità di fare del nostro paese un Paese trasparente". Il piano affronta "la questione del patto di stabilità interno, la liberalizzazione dei servizi pubblici locali, la semplificazione del codice del lavoro, l'aiuto alle famiglie numerose, l'attenzione al fenomeno degli esodati". Poi "c'è un grande piano per il Paese perché la scuola cominci a 5 anni e finisca a 18, in modo per fare uscire un anno prima i ragazzi dalla scuola e farli entrare un anno prima", ci saranno "costi significativi" con "scuole cablate e sicure", c'è "attenzione all'infanzia e all'istruzione". "Si tratta di "un piano ambizioso che mette i bambini al centro, il paese scommette cosi' sul futuro". Qui il testo completo di Impegno Italia Governo. La durata di Impegno Italia per me è legata al compimento delle riforme, cioè della legge elettorale, del Senato, del titolo V della Costituzione. Terminato questo processo ritengo che il lavoro possa essere legato a questo". Cristalleria. "Io sto cercando di proporre il metodo per risolvere questa crisi. Perché se l'affrontiamo senza attenzione, senza avere la logica della cristalleria può essere una crisi che finisce male. Bisogna stare attenti e sapere che siamo in una cristalleria che va gestita con molta attenzione".

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