Politica

Complotto o no ora il Presidente chiarisca in Aula

segue dalla prima paginaA questo punto la sequenza dei fatti è stranamente incalzante: il 13 novembre Monti riceve l’incarico di formare il nuovo governo, il 16 scioglie la riserva e presenta i...

segue dalla prima pagina   A questo punto la sequenza dei fatti è stranamente incalzante: il 13 novembre Monti riceve l’incarico di formare il nuovo governo, il 16 scioglie la riserva e presenta i nuovi ministri, il 17 ottiene la fiducia del Senato, il 18 quella definitiva della Camera. Il cerchio è chiuso. Conoscendo i tempi e i rituali della politica italiana, la laboriosità delle consultazioni del Quirinale con i gruppi politici e i presidenti emeriti, la necessaria riflessione del capo dello Stato prima di conferire un incarico, non esistono precedenti di tale rapidità. Alla luce delle rivelazioni di Friedman, quell’insolita e veloce procedura (una riforma costituzionale a nostra insaputa?) sembra avere oggi una spiegazione: tempi e modi della successione a Berlusconi forse furono minuziosamente studiati e predisposti in tutti i minimi dettagli. Ci sembra insussistente la nuova iniziativa dei grillini di raccogliere firme per una seconda richiesta di impeachment di Napolitano, ma se il presidente, senza scrivere lettere ai giornali, chiarisse al Parlamento i motivi del suo comportamento, sarebbe di certo una vittoria della democrazia.

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