Matteo Renzi non molla la presa, anzi. Le due ore di colloquio al Quirinale non sono servite ad allentare il pressing del segretario del Pd nei confronti del governo Letta. Così l'assembela dei deputati democratici, rinviata ieri sera per la concomitanza con il colloquio con Giorgio Napolitano, diventa l'ennesima occasione per sfidare il premier. «C'è bisogno di un approfondimento in sede politica - spiega il sindaco di Firenze -. Decidiamo se la batteria di questa legislatura va cambiata o ricaricata. Il punto è se è nelle condizioni di utilizzare l'81% dell'energia che le rimane davanti dopo che ha utilizzato il 19% della barra vita». Proprio per questo la direzione nazionale dedicata alla discussione sul governo, prevista inizialmente per il 20 febbraio, è stata spostata a giovedì (lo stesso giorno in cui Letta potrebbe incontrare Napolitano). «Nelle forme che decideremo con il presidente del Consiglio - prosegue Renzi - approfondiremo la discussione sul governo». Nel frattempo il segretario si concentra sulle scadenze di questi giorni. A cominciare ovviamente dal voto sulla legge elettorale. «A un anno dall'inizio della legislatura, la crisi istituzionale è ancora più profonda - insiste -. A oggi, non abbiamo ancora dato una risposta a questa crisi. L'Italicum è la risposta che la politica mette in campo per superare quella crisi, ma è anche la risposta a spinte economiche e sociali. Se salta l'Italicum, salta l'Italia. Sarebbe sbagliato sottovalutare le reazioni alle polemiche del Movimento 5 Stelle. Non è necessaria solo una nuova legge elettorale, ma le riforme nel loro complesso. È un valore straordinario scrivere le regole insieme, anche se questo accordo è fatto con chi combattiamo e combatteremo alle elezioni. Io ho provato in tutti modi ad aprire a Grillo, ma abbiamo avuto risposte sprezzanti». Certo, il leader Pd sa bene che l'intesa può saltare in ogni momento. Per questo avverte: «Il testo della riforma elettorale frutto dell'accordo non può essere modificato in modo unilaterale». L'ultimo pensiero è ancora per il governo: «Non c'è un problema tra il Pd e il governo, siamo stati assolutamente leali. Il tema è tutto e solo politico. La domanda è: il governo, così com'è, aiuta il percorso delle riforme o no?».
Renzi: «Se la batteria è scarica cambiamola»
Il segretario torna ad incalzare il governo: «Così com'è aiuta il percorso delle riforme? Se salta l'Italicum, salta l'Italia». E anticipa a giovedì la direzione nazionale dedicata al dibattito sull'esecutivo
