Politica

Letta in soccorso dell’amico Giorgio

Il premier prepara l’incontro di giovedì con Napolitano e lo difende «Gli attacchi sono una mistificazione. Il Quirinale ha salvato il Paese»

Era previsto per oggi ma il clima rovente che si è creato attorno al Quirinale ha suggerito di far slittare l’incontro tra il premier Enrico Letta e il presidente della Repubblica, a giovedì. Un paio di giorni in più che Letta potrà utilizzare per stemperare le polemiche e verificare se può ancora contare sulla sua maggioranza. Quindi salirà al Colle con qualche certezza politica in più e con in tasca un nuovo patto di programma. A far lievitare la tensione, stata la ricostruzione fatta da Alan Friedman nel suo libro, di quello che accadde nel 2011, dei fatti che portarono al passo indietro di Berlusconi e all’arrivo di Monti. Il giornalista americano riferisce che Napolitano avrebbe contattato il Professore già nel corso dell'estate, quindi con diversi mesi d’anticipo rispetto al faditico novembre quando Berlusconi fu costretto a lasciare Palazzo Chigi. Una circostanza confermata dallo stesso ex Commissario europeo che riferisce di «aver avuto dei segnali dal presidente della Repubblica». Il Quirinale, spiega Monti «mi aveva fatto capire che in caso di necessità dovevo essere disponibile». Immediatamente Forza Italia è partita all’attacco perchè se per il Prof, si trattò di normale prassi («non anomalo che un presidente della Repubblica si assicuri di capire se ci sia un'alternativa in caso di un problema»), per il partito di Berlusconi invece è la conferma del complotto ai danni del Cav. Una polemica che rischia di condizionare pesantemente l’incontro tra Letta e Napolitano. Tant’è che il premier, consapevole della fragilità del governo e della posizione critica in cui si trova il Capo dello Stato, ieri ha cercato di tamponare gli attacchi al Colle. Con il Quirinale messo sotto accusa, l’asse che Letta cerca potrebbe trasformarsi in un fattore di debolezza anzichè di forza. Il Capo dello Stato, nel ruolo di garante, dovrebbe dare un contributo per sbrogliare il nodo del governo e raffreddare le tensioni in Parlamento alla vigilia del dibattito sulla legge elettorale. Ma ora, messo sotto accusa, potrebbe non avere quella forza per riportare l’equilibrio in Parlamento e blindare il governo. «È in atto un vergognoso tentativo di mistificazione della realtà nei confronti delle funzioni di garanzia che il Quirinale ha svolto nel nostro Paese in questi anni, in particolare nel 2011» tuona Letta in una nota. Poi ventila l’ipotesi che dietro agli attacchi al Quirinale ci siano disegni oscuri per minare alle radici la credibilità della più alta carica dello Stato. «Le strumentalizzazioni in corso tentano infatti di rovesciare ruoli e responsabilità in una crisi i cui contorni sono invece ben evidenti e chiari agli occhi dell'opinione pubblica italiana ed europea». Letta richiama alla memoria quei fatti recenti, quando «il Quirinale, di fronte a una situazione fuori controllo, si attivò con efficacia e tempestività per salvare il Paese ed evitare quel baratro verso il quale lo stavano conducendo le scelte di coloro che in queste ore si scagliano contro il presidente Napolitano». Quindi invita a riflettere sulla «contemporaneità di queste insinuazioni con il tentativo in corso da tempo da parte del M5S di delegittimare il ruolo di garanzia della presidenza della Repubblica». E ricorda «agli smemorati le vere responsabilità della crisi del 2011, i cui danni economici, finanziari e sociali sono ancora una zavorra che mette a repentaglio la ripresa economica».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.