Politica

Grillo come Silvio: «Lo spread fu una scusa, cittadini espropriati»

«Oggi, dopo due anni e mezzo, sappiamo che lo spread non ha (né aveva) nulla a che fare con l’economia reale. Infatti è sceso mentre l'Italia è in profonda recessione, stiamo molto peggio del 2011....

«Oggi, dopo due anni e mezzo, sappiamo che lo spread non ha (né aveva) nulla a che fare con l’economia reale. Infatti è sceso mentre l'Italia è in profonda recessione, stiamo molto peggio del 2011. Sappiamo anche che un Presidente della Repubblica ha svolto funzioni che non gli sono attribuite dal suo incarico senza che gli italiani ne fossero informati. Sappiamo inoltre che De Benedetti, un privato cittadino italiano diventato svizzero, può condizionare la politica italiana dalla sua villa di Saint Moritz e lo dice pure. E infine sappiamo che i cittadini italiani sono espropriati da qualunque decisione e che il loro voto non conta nulla per i registi dei cinepanettoni della democrazia». Sembra di sentir parlare Silvio Berlusconi, e invece il brano riportato è una parte del durissimo post che ieri Beppe Grillo ha pubblicato sul suo blog per commentare le rivelazioni di Alan Friedman sui contatti tra Giorgio Napolitano e Mario Monti nell’estate del 2011. L’inedita «alleanza» tra il leader del MoVimento 5 Stelle e il Cavaliere è suggellata dalla frase con cui Grillo riconosce che, in quell’annus horribilis, «Berlusconi era allora un presidente del Consiglio regolarmente eletto, non era ancora stato condannato e fatto decadere. Fu sostituito con un tecnocrate scelto da Napolitano senza che il Parlamento sfiduciasse il governo in carica». Il tutto concluso con l’ennesimo rilancio dell’impeachment. Al quale, sottolinea il gruppo dei 5 Stelle alla Camera, stanno incominciando ad accodarsi anche altre forze politiche: «E alla fine, tutti saltarono sul carro dell’impeachment - scrivono i deputati grillini -. C’è voluto qualcuno che ci mettesse la faccia davvero: forse perché ha una faccia pulita, mentre il clan degli scontenti ruminava nelle segrete stanze per cogitare i soliti oscuri sgambetti. Ieri (domenica, ndr) esce la "rivelazione" sulla messa sotto inchiesta del pm Di Matteo, voluta dal Presidente, rivelazione che per i giornalisti siciliani era cosa nota da tempo immemore ma rimasta inascoltata da tutti. Oggi (ieri, ndr), ancora più clamoroso, esce un’anticipazione sul libro di Friedman "Ammazziamo il Gattopardo" in cui una frase di De Benedetti, tessera numero 1 del pd, comunica al mondo che Napolitano cercava di fare le scarpe a Berlusconi da molto prima dell’avvento del famigerato spread, usato come scusa e forse come mezzo di persuasione per mettere Monti là dove si puote ciò che si vuole. L’intera Forza Italia si solleva per chiedere che Re Giorgio se ne vada. Tutto ciò nei giorni in cui si discute la messa in stato d’accusa chiesta dal M5S. Chi vuole inchiodare Re Giorgio alle sue responsabilità accolga le richieste dell'impeachment presentato dal M5S affinché sia discusso pubblicamente in Parlamento al cospetto del popolo italiano». «Alla luce di questi nuovi fatti - commenta il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio - il Comitato per la messa in Stato d’accusa deve lavorare con calma e chiarire tutte le questioni da noi sollevate (e anche i supplementi di istruttoria)». «I fatti - sottolinea Di Maio - sono gravissmi, ma il Comitato ha una fretta maledetta di insabbiare tutto. È inaccettabile».

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