Politica

Alfano: no al governicchio, Matteo adesso decida

Matteo Renzi rompa gli indugi e decida. Il vicepremier e leader del Nuovo Centrodestra Angelino Alfano non ci sta a «un governicchio del tirare a campare» e sottolinea: «C’è una cosa che non...

Matteo Renzi rompa gli indugi e decida. Il vicepremier e leader del Nuovo Centrodestra Angelino Alfano non ci sta a «un governicchio del tirare a campare» e sottolinea: «C’è una cosa che non possiamo accettare: che, invece di rilanciare il governo, si dia vita a un tirare a campare. Non ci stiamo a un governicchio che ogni giorno rischia di scivolare su un incidente perché sostenuto da una maggioranza che non ci crede fino in fondo». Per questo «sulle spalle di Matteo Renzi grava in queste ore una grande responsabilità - puntualizza Alfano - È lui il segretario del Pd e questo è un governo a guida Democratica. Quindi è evidente che tocca a Renzi fare delle scelte ed è inevitabile che le sorti del governo si giochino nel rapporto tra lui e Letta». «La responsabilità politica di questa scelta ricade per intero sul Pd - insiste il vicepremier - Noi riconosciamo a Enrico Letta correttezza nel rapporto con il Ncd e lo ricambiamo con la stessa correttezza e lealtè. Ed anche amicizia personale». Ma, osserva, «abbiamo già salvato questo governo il 2 ottobre, quella volta toccava a noi farlo perché la crisi si era aperta nella nostra metà campo. Noi siamo pronti a proseguire questa esperienza, ma è il Pd che deve sciogliere il nodo di una fiducia autentica e convinta a questo governo». E avverte: «Non siamo disposti ad aspettare fino al 20 febbraio, occorre decidere subito. La prospettiva alla base del nostro patto era quella di un anno di governo, ma ci stiamo mangiando già due mesi. È dalla fine di dicembre che parliamo di questo patto di coalizione. Ecco perché noi domani presenteremo i contenuti della nostra proposta per il 2014». Alfano chiede una «vera ripartenza» dell’esecutivo e non si accontanta di «qualche ritocco». E conclude: «È inutile girarci attorno. Questo è un governo nato in un momento di piena crisi del Pd, con le dimissioni di Bersani. Poi ha avuto il suo avvio con la nuova segreteria di Epifani e ora si trova con Renzi come interlocutore del principale partito di maggioranza. È chiaro che se non c’è un forte aggiornamento del programma e della squadra questo esecutivo, benché abbia alle spalle un tratto breve di strada, diventa una foto ingiallita». A incalzare Renzi è anche il deputato Ncd Vincenzo Piso. «Chi ce lo fa fare? È l’assurda spiegazione dietro alla quale si è trincerato Renzi per non assumersi la responsabilità di guidare il governo e che testimonia la peggior tradizione della politica nostrana: anteporre gli interessi di bottega, agli interessi del Paese - dice Piso - Caro Renzi, secondo te chi si dovrebbe prendere la responsabilità di governare l’Italia, forse l’usciere della sede nazionale del Pd?».

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