Arriva il partito degli epurati di Grillo. Si chiama «Democrazia in movimento». Ieri c’è stata la prima assemblea nazionale ad Aprilia, vicino a Latina. In prima fila Valentino Tavolazzi, consigliere comunale a Ferrara e primo espulso dal MoVimento 5 Stelle. Stimatissimo dai colleghi, amico di vecchia data di Beppe Grillo, è stato cacciato dal MoVimento (con tutta la sua lista, «Progetto Ferrara») quasi due anni fa. Il comico genovese (anche se per Tavolazzi il responsabile è stato Gianroberto Casaleggio) non gli ha perdonato di aver partecipato ad alcune assemblee di simpatizzanti 5 Stelle in cui fu discusso anche di togliere il nome di Grillo dal simbolo. Lui si è sempre difeso e in alcune telefonate ha tranquillizzato il comico. Ma non è servito a niente. Il 5 marzo un post di Beppe lo metteva alla porta senza tanti complimenti: Tavolazzi «non ha purtroppo capito lo spirito del M5S che è quello di svolgere esclusivamente il proprio mandato amministrativo e di rispondere del proprio operato e del programma ai cittadini. Non certamente quello di organizzare o sostenere fantomatici incontri nazionali in cui si discute dell’organizzazione del M5S, della presenza del mio nome nel simbolo, del candidato leader del M5S o se il massimo di due mandati vale se uno dei due è interrotto. Sarà sicuramente in buona fede, ma Tavolazzi sta facendo più danni al M5S dei partiti o dei giornali messi insieme». Un’accusa gravissima che spinse il comico a decretare: «Tavolazzi ha frainteso lo spirito del M5S, ha violato il "Non Statuto" e messo in seria difficoltà l’operato sul campo di migliaia di persone in tutta Italia». Per questo, concludeva Grillo, «è per me da oggi fuori dal M5S con la sua lista "Progetto per Ferrara". Chi vuole lo segua». L’hanno seguito in parecchi. «Democrazia in movimento» raccoglie anche altri ex 5 Stelle. C’è Ivano Mazzacurati, un attivista bolognese che in un’intervista a una tv ha gettato ombre su Gianroberto Casaleggio. Avanzava il sospetto che i fondi della comunicazione previsti dalle istituzioni per i gruppi politici finissero nelle sue tasche. Casaleggio, fondatore della società che gestisce il blog di Grillo, minacciò di denunciarlo. Lui fece una parziale marcia indietro. Nel nuovo partito ci sono pure Dario Sironi, un ex attivista 5 Stelle di Sesto San Giovanni, Fulvio Biagini, autore delle 20 domande a Casaleggio, Raffaele De Sandro Salvati, che faceva parte della Lista per Cento (anche a loro Grillo ha tolto la possibilità di usare il simbolo) e Fabio D’Anna, un attivista di Palermo. Il simbolo è bianco e azzurro e ha la scritta «DiM». Su facebook, Democrazia in movimento spiega di essere nata «dall’esigenza di creare un’alternativa democratica alle logiche partitocratiche e clientelari dello scenario politico, ma pure alle logiche aziendalistiche di coloro che utilizzano la rete come luogo in cui imbrigliare le coscienze e controllarle per i propri fini personali. Nasce dall’esigenza di costruire regole certe e garanzie per tutti coloro che credono nel Movimento, in contrapposizione alla fallimentare e pericolosa esperienza del "grillismo" dove il c.d. "Non Statuto" determina l’accentramento di ogni decisione in capo al proprietario del simbolo: Beppe Grillo».
Gli epurati da Grillo fanno un partito
Si chiama Democrazia in movimento. Tra i fondatori Tavolazzi e Mazzacurati
