Ormai è chiaro. La sfida tra Matteo Renzi ed Enrico Letta è entrata nel video e alla fine, come nella migliore tradizione cinematografica, ne resterà uno solo. Così, se ieri il premier aveva annunciato il suo incontro con il presidente Giorgio Napolitano per domani e «un'iniziativa» per sbloccare la situazione, oggi arriva la risposta del segretario Pd. Risposta affidata a due colloqui con La Repubblica e La Stampa. «Vogliono fare un altro governo? - incalza - Lo dicano. Se uno ritiene che il governo Letta sia debole, lo dica. Io su questo tema non metto bocca. Abbiamo davanti a noi tre schemi. Il primo è quello di andare avanti con il governo Letta, che dura 18 mesi. Seconda soluzione: si va alle elezioni, o col Consultellum o con l'Italicum. Terza ipotesi, la legislatura va avanti fino al 2018 con un progetto totalmente diverso: in quel caso si tratterebbe di fare non la riforma elettorale, ma la riforma dell'Italia'». L'attenzione degli osservatori è ovviamente focalizzata su questa terza ipotesi che per molti coinciderebbe con la nascita del Renzi I. Per il leader democratico i nomi sono «secondari». «Il problema vero - spiega - è: Letta ha proposto lo schema dei 18 mesi. Se vuol cambiare, lo dica. Prima di ragionare dei nomi, ragioniamo degli schemi. Io sono sullo schema A: Letta per 18 mesi. Se il governo mantiene gli impegni che si è preso, con un programma di 18 mesi, ha altri otto mesi davanti e noi collaboriamo. Cosa vogliono da noi? È una situazione kafkiana, davvero. Sia chiaro, io non ho paura delle elezioni. Le ho sempre fatte. Qualcuna l'ho vinta, una l'ho persa. Se l'obiettivo è quello di fare un governo nuovo, che duri di più, che lo dicessero. Non creo problemi. Perché dovremmo mettere dei nomi miei? Non è che perché è arrivato Renzi, gli toccano tre ministri. Io non ho fatto tutto 'sto casino per cambiare tre ministri. Io voglio cambiare l'Italia, non tre ministri». Poi , in un’intervista ad Agorà, che andrà in onda nella puntata di domani su Raitre, Renzi fa capire che per potrebbe essere interessato a poltrone di governo solo in seguito a una nuova consultazione elettorale: «Sono tantissimi i nostri che dicono: ma perché dobbiamo andare (al governo senza elezioni)? Ma chi ce lo fa fare? Ci sono anch’io tra questi, nel senso che nessuno di noi ha mai chiesto di andare a prendere il governo». Insomma il braccio di ferro continua. E se Romano Prodi boccia la staffetta Letta-Renzi ricordando il "nefasto" precedente tra lui e Massimo D'Alema, la minoranza del Pd insiste. «Se Letta non ce la fa tocca a Renzi» spiega Stefano Fassina. E il fatto che uno dei suoi principali avversari sia diventato il principale sponsor di Matteo fa sorgere più di qualche dubbio. Cosa c'è sotto?
Renzi: «Vogliono un altro governo? Lo dicano»
Prosegue il braccio di ferro tra il premier e il leader del Pd. Che rilancia: «Non ho paura delle elezioni e non ho fatto tutto 'sto casino per cambiare tre ministri. Al governo senza voto? Chi ce lo fa fare?»
