Onorevole Alemanno, sono sfumate le primarie per la leadership di Fdi-An. Perché questo strumento a destra non decolla? «Le primarie non sono né di destra né di sinistra. Nel Pd, finora, mancando un leader forte in questi anni, c’è stato più spazio per la partecipazione. Ma io credo che bisogna sperimentarle per capire se sono realmente gradite al popolo di centrodestra. Certamente non si può cancellare questa eventualità con una decisione verticistica di pochi leader». E allora cosa non ha funzionato? «Ci saranno due fasi: ora le primarie sul simbolo e sulle tesi politiche, con Giorgia Meloni candidato unico. In autunno quelle aperte sul presidente nazionale e sui coordinatori regionali e provinciali. D’altra parte rispetto a quando le avevamo annunciate è cambiato lo scenario. E le possibilità di aggregazione per la nostra forza sono cambiate». Aumentate o diminuite? «Diminuite no di certo. Diciamo "specializzate". Con la nascita del Ncd e il ritorno di Casini lo spazio al centro si è ridotto, oggi bisogna guardare maggiormente a destra». Non teme così di perdere i centristi che avevano aderito al progetto? «Io spero di no. Al di là delle etichette di destra e sinistra, credo sia importante intenderci sulle tematiche. Il problema è quali priorità scegliere. Se uno come Ciocchetti spinge sul concetto del "partito della nazione" non vedo perché non si possa stare insieme». Ha parlato di tesi politiche. Il 22 e il 23 febbraio volete farle scegliere agli elettori. Che quesiti proporrete? «Un aspetto dirimente sarà la nostra posizione sull’Euro. Ma credo che sarà importante capire anche come il nostro popolo la pensa su dazi doganali da introdurre per difendere il made in Italy dalle le produzioni straniere, sulle regole per l’immigrazione e sul ridimensionamento del ruolo delle regioni». Quale simbolo vorrebbe vincesse? «Al di là dei miei desideri, sono curioso di vedere come il nostro popolo si esprimerà. Vorrei capire, ad esempio, se la "fiamma" rappresenta una suggestione forte non solo per i militanti anche per gli elettori». Qual è l’obiettivo alle Europee di Fdi-An? «Beh, qualsiasi risultato sopra il 4% sarebbe un grande successo. E costituirebbe un’ulteriore spinta attrattiva per chiunque voglia aggregarsi al nostro percorso. Non bisogna dimenticare che Fdi nelle scorse consultazioni era sempre stata sottostimata nei sondaggi». Quanto aiuterebbe un’alleanza con Storace? «È un’opportunità da non scartare. Anche per questo che abbiamo rimandato le primarie per la leadership a dopo le europee. Tutti coloro che si alleeranno con noi in questi mesi potranno partecipare al nuovo congresso». Si candiderà alle Europee? «Non è un mio desiderio ma credo che tutti i principali riferimenti di partito debbano rendersi disponibili». E alle primarie autunnali di Fdi-An? «Non ho aspirazioni personalistiche. Se Giorgia Meloni darà delle risposte nella direzione che auspico, sarò pronto a sostenerla ma ci deve essere riconoscimento per tutte le anime che in mesi si sono aggregate in questo nuovo partito politico».
«Le primarie? Tempi troppo stretti. Ora la nuova An guardi più a destra»
Onorevole Alemanno, sono sfumate le primarie per la leadership di Fdi-An. Perché questo strumento a destra non decolla?«Le primarie non sono né di destra né di sinistra. Nel Pd, finora, mancando un...
