Politica

Tav, il pm chiede 9 mesi per Grillo

Il comico è accusato di aver violato i sigilli di una baita posta sotto sequestro. E Roma, Teramo e Bergamo aprono un fascicolo con l'accusa di istigazione a disobbedire alle leggi per la sua lettera inviata alle forze dell'ordine

Non è indagato a Genova, bensì a Roma, Bergamo e Teramo. Provengono da queste tre procure, infatti, i fascicoli a carico di Beppe Grillo in cui si ipotizza il reato di "istigazione a militari a disobbedire alle leggi". Tutti e tre i fascicoli sono confluiti nel capoluogo ligure per competenza territoriale. Già in mattinata la procura genovese aveva spiegato che il comico era indagato altrove. Al centro del procedimento la lettera aperta che il leader del M5S scrisse il 10 dicembre sul proprio blog invitando i vertici di Polizia, Carabinieri ed Esercito di "non proteggere più questa classe politica". Il fascicolo romano poggia su due esposti, di cui uno firmato dal coordinatore dei giovani del Pd e parlamentare Fausto Raciti.   Torino. Nel frattempo i pm Andrea Padalino e Antonio Rinaudo hanno chiesto di condannare Beppe Grillo a 9 mesi di reclusione per la violazione, insieme a un gruppo di No Tav, dei sigilli della baita di Clarea che, considerata abusiva, era stata posta sotto sequestro. Una condanna identica è stata chiesta per il leader Alberto Perino mentre è stata chiesta l'assoluzione per cinque militanti. Le pene richieste per gli altri sono comprese tra i 6 mesi e un anno e mezzo di carcere e multe tra i 150 e i 900 euro.

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