Politica

Anche i partiti pagheranno l’Imu

Approvato l’emendamento che cancella l’esenzione per le loro sedi Abolito definitivamente il rimborso previsto per le elezioni europee

Qualcosa si muove nel pantano in cui è sprofondato il decreto sull’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti. Ieri pomeriggio la commissione Affari Costituzionali del Senato ha approvato alcuni emendamenti tra cui quello – presentato dal Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano – che abolisce l’esenzione dal pagamento dell’Imu per le sedi dei movimenti politici che erano equiparate a luoghi di culto. Inoltre è stato abolito definitivamente il rimborso per le elezioni europee. Già a partire da quelle del prossimo maggio. Respinto invece l’emendamento che prevedeva il taglio di tutto il finanziamento pubblico già da quest’anno. È rimasto così in vigore il testo del decreto che prevede una diminuzione graduale triennale del 25%, 50% e 75% dell'importo spettante che ora è fissato a 91 milioni di euro. «Ma non ci arrendiamo – ha spiegato il senatore di Ncd Andrea Augello che ha presentato gli emendamenti in commissione – li riproporremo in aula». La proposta è stata respinta dal relatore del decreto, la renziana Isabella De Monte. In commissione, con un voto a maggioranza, è stato lasciato il testo del governo che stabilisce che il finanziamento sia ridotto in tre anni Ma la cancellazione dell’esenzione dell’Imu per i partiti non è l’unica novità. Gli altri emendamenti approvati prevedono infatti che le donazioni private a favore dei movimenti politici scendano dai 300 mila euro previsti a soli 100 mila; sono state poi abolite le agevolazioni per le scuole di partito e infine il meccanismo della scelta del 2 per mille a favore delle formazioni politiche scatterà dal 2017. Per quanto riguarda invece il rimborso per le elezioni europee si è trattato di un provvedimento che era già compreso nel testo del decreto. E che il partito Democratico ha provato a reintrodurre con un emendamento del senatore Pagliari. Ma quando in commissione il Pd ha capito che il Nuovo Centrodestra non lo avrebbe mai votato lo ha ritirato. Riservandosi però la possibilità di riproporlo in aula. Soddisfatta comunque la senatrice Anna Finocchiaro. «Anche se forse alcuni emendamenti saranno ripresentati in aula – ha commentato – le questioni più delicate sono state già risolte, nel senso che per esempio la Commissione ha assunto a larghissima maggioranza un orientamento sul tetto alle donazioni. Il provvedimento è complesso ma compiuto perché, oltre a prevedere un decalage in tre anni, fino all'abrogazione, del finanziamento pubblico e un finanziamento privato volontario regolato, contiene norme che riguardano la democrazia e la trasparenza interna dei partiti».

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