Politica

Niente rincaro per la birra, le accise non aumentano

Laura Della Pasqual.dellapasqua@iltempo.it Stop alle norme sulla Rc auto. Una riunione tra i capigruppo di maggioranza e il governo ha deciso lo stralcio delle nuove misure assicurative dal...

Stop alle norme sulla Rc auto. Una riunione tra i capigruppo di maggioranza e il governo ha deciso lo stralcio delle nuove misure assicurative dal decreto «Destinazione Italia. Palazzo Chigi ha fatto sapere che questa mossa è stata necessaria per garantire il superamento dell'ingorgo che metteva a rischio l'approvazione del provvedimento e degli altri decreti. L'articolo era stato fortemente criticato ed era stato bersagliato da numerosi emendamenti, anche di Pd e Fi, sia per modificarlo sia per sopprimerlo. Contro il provvedimento si erano scagliati anche le associazioni dei consumatori e i carrozzieri che hanno manifestato davanti al Parlamento raccogliendo consensi politici bipartisan. Al centro della contestazione il divieto della cessione del credito e il limite ai costi di riparazione imposto dalla compagnie. Gli automobilisti non avrebbero più potuto scegliersi il carrozziere di fiducia ma avrebbero dovuto rivolgersi preferibilmente a quelli convenzionati con le compagnie assicurative. In caso contrario l’assicurazione avrebbe posto un tetto di spesa oltre il quale il proprietario dell’auto non sarebbe stato risarcito. Lo stralcio però non significa che la riforma venga archiviata definitivamente. Potrebbe essere riproposta in seguito sotto forma di disegno di legge. Per l’Ania, l’associazione delle imprese assicuratrici, si tratta di un’occasione persa per avviare una riduzione strutturale delle tariffe Rc auto. Inoltre le commissioni Finanze e Affari costituzionali della Camera hanno approvato un emendamento che blocca l'aumento delle accise sulla birra previsto per marzo. Via libera anche al provvedimento a sostegno delle imprese impegnate nella realizzazione di infrastrutture strategiche che subiscano il danneggiamento di materiali, attrezzature e beni strumentali da parte dei no Tav che vogliono ostacolare o rallentare l'esecuzione delle opere. Saltano invece per la mancanza di fondi, la detrazioni fiscali (al 19%) per coloro che acquistano libri. Dopo gli annunci roboanti del 13 dicembre scorso, con cui il governo sottolineava l’importanza di questo incentivo fiscale per favorire la diffusione della lettura, ora la marcia indietro. Resta il buono sconto per gli studenti delle scuole superiori per l'acquisto di libri di lettura, ma di cui non viene stabilita l'entità. Il decreto a partire da oggi sarà all'esame dell'aula. Visti i tempi stretti per l'approvazione (deve essere licenziato dal Parlamento entro il 21 febbraio e deve ancora passare al Senato) è probabile il ricorso alla fiducia da parte del governo.

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