Politica

Dalla Puglia con il camper per gridare: «Dopo Silvio c’è solo Marina»

È partito da Cellino San Marco («provincia di Albano», scherza lui) per girare l’Italia in camper e chiedere alla figlia del Cav di compiere quel passo finora rifiutato: ereditare la leadership del...

È partito da Cellino San Marco («provincia di Albano», scherza lui) per girare l’Italia in camper e chiedere alla figlia del Cav di compiere quel passo finora rifiutato: ereditare la leadership del padre. Lui è Gabriele Elia, assessore alle Politiche sociali nel piccolo Comune brindisino oltre che fondatore di uno degli oltre settemila Club Forza Silvio spuntati in pochi mesi nel Paese. L’idea di affittare un camper e tappezzarlo di bandiere di Forza Italia e di immagini di Silvio Berlusconi con la figlia Marina gli è venuta lo scorso dicembre, quando alla riunione del Cavaliere con i club sventolò un riconoscibilissimo steccato a favore della primogenita. «Al Presidente quel cartello piacque tanto - racconta - e me lo chiese in dono. Così glielo consegnai». Poi, a due mesi di distanza, l’idea del camper: «Siamo partiti giovedì mattina, la prima tappa è stata San Severo, poi abbiamo fatto un breve passaggio a Roma, Arcore, Milano, Cologno Monzese, Lodi, Pavia e ora di nuovo Roma, grazie alla straordinaria accoglienza dei ragazzi dei Parioli e del consigliere del II Municipio Andrea Liburdi». La scena che si è vista ieri nel centro della Capitale, a pochissimi metri da Palazzo Chigi, si ripete ormai da una settimana nello stesso modo. Il camper arriva in una località, distribuisce volantini, cerca di coinvolgere militanti e semplici curiosi («siamo un club on the road» spiega Elia) e poi viene ospitato per la notte «da imprenditori, artigiani, semplici militanti che ci mettono a disposizione i loro garage o i loro cortili per evitare che il mezzo sia danneggiato. E poi ci offrono anche la cena». L’obiettivo, dopo gli oltre 1.500 km già percorsi, «è quello di andare avanti fino a quando ci saranno ancora soldini». Sì, perché l’impresa è interamente autofinanziata, anche se Elia ammette l’aiuto di qualche sponsor. Ma a destare maggiore curiosità sono soprattutto le immagini di Marina: «Il nostro auspicio forte è che lei possa finalmente scendere in campo - racconta Elia - pur rispettando il fatto che finora non abbia voluto impegnarsi direttamente. Ma quella di Marina è l’unica candidatura possibile, la sola che sarebbe capace di riportare a mani basse i moderati al governo». Di Toti, l’assessore di Cellino San Marco non sembra avere grandissima considerazione: «Ho molto apprezzato le sue uscite pubbliche - spiega - ma io lo immagino più come un traghettatore in attesa che la figlia del Cav scenda in campo». Ed è sicuramente un caso chee a metà della conversazione il suo cellulare si illumini e sul display compaia la scritta «Raffaele Fitto». Il leader dell’area lealista di Forza Italia arriva sul posto per salutare i suoi conterranei e ci tiene a rimarcare che «questa è un’iniziativa autonomia del Club di Cellino», salvo poi definirla «meritevole». La sfida a Toti è lanciata: a quando un camper in suo sostegno?

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.