Il ritorno del leader dell’Udc Casini in Forza Italia, come ogni riconciliazione dopo un lungo divorzio, non sarà a mani vuote. La «dote» del partito centrista non è solo nei voti sui quali tradizionalmente l’Udc può contare, più o meno limato dalle tempeste elettorali, ovvero il bacino dei cattolici. C’è un’altra area sulla quale l’Udc sta lavorando da tempo e con qualche risultato. Si tratta di confessioni religiose diverse da quella cattolica. Un ambito che sta crescendo con l’intensificarsi delle ondate migratorie nel nostro Paese. Ecco quindi che l’Udc sta intensificando i rapporti con la comunità degli evangelici, con i cristiani ortodossi soprattutto rumeni e con i musulmani. Proprio riguardo agli islamici, sono attivi i rapporti dell’Udc con il presidente del Coreis, la Comunità religiosa islamica italiana,Yahya Sergio Pallavicini. Il Coreis rappresenta la punta più avanzata della comunità musulmana italiana per l’apertura ai valori occidentali. I centristi stanno quindi approfondendo i rapporti con queste realtà religiose dando spazio a un popolo che non è rappresentato da nessun partito. E alla luce della crescita del numero di immigrati che decidono di restare in Italia e di acquisire la cittadinanza, si tratta di un’operazione interessante in chiave elettorale. L’abbraccio con Berlusconi sta però creando scosse telluriche nella maggioranza di Rosario Crocetta in Sicilia. L'esecutivo di Palazzo d'Orleans ha i suoi pilastri nell'Udc e nel Pd, ma ora che il leader dei centristi ha virato su Forza Italia e sul centrodestra le cose potrebbero mutare. Il capogruppo democratico all'Ars, Baldo Gucciardi è lapidario: «L'alleanza fra Pd e Udc alle scorse regionali era fondata sulla volontà comune di voltare pagina: è evidente che se a Roma si sancissero nuove alleanze stabili che vanno nella direzione opposta al nostro progetto, un minuto dopo il Pd siciliano aprirebbe un ragionamento sulla maggioranza che sostiene il governo regionale». Ancora più esplicito il deputato regionale renziano Fabrizio Ferrandelli: la scelta di Casini «pone l'Udc siciliana fuori dalla maggioranza di governo della Regione. L'Udc ha scelto di costruire la nuova destra, e il Pd siciliano ne deve prendere atto. Noi abbiamo come orizzonte un'alleanza tra riformisti e democratici, e quindi le strade non si incontrano».
Pier porta in dote i voti islamici
Laura Della Pasqual.dellapasqua@iltempo.it Il ritorno del leader dell’Udc Casini in Forza Italia, come ogni riconciliazione dopo un lungo divorzio, non sarà a mani vuote. La «dote» del partito...