Case da sogno nel centro storico di Roma, affitti bassi e inquilini vip. La Corte dei conti del Lazio apre un’indagine e chiede alle Ipab, proprietarie di oltre mille appartamenti ma con milioni di debiti, documenti economici ed elenchi degli immobili. «A seguito della decisione di parifica del Rendiconto 2012 della Regione Lazio, con la quale è evidenziata la particolare situazione economico-finanziaria dell’Ente - hanno scritto i magistrati contabili agli Istituti di Santa Maria in Aquiro il 21 gennaio scorso - si rende indispensabile acquisire informazioni di natura sistemica che consentano di accertare la sostenibilità da parte di codesta Ipab dei programmi di assistenza socio-sanitaria in cui sia (stata) impegnata anche ricorrendo a risorse rivenienti dall’utilizzo oculato del proprio patrimonio». Si tratta, solo per il S. Maria in Aquiro, di quasi 400 appartamenti, molti nel centro storico della Capitale: da via del Babuino a piazza della Rotonda, passando per Fontana di Trevi e piazza Navona. La Corte dei conti ha richiesto all’Isma una «dettagliata relazione sulla situazione economica-finanziaria dell’Ipab» dal 2010 al 2013, specificando «l’elenco dettagliato degli immobili (ubicazione) a reddito, con l’identificazione catastale e dei mq locati», «l’elenco degli affittuari» e anche «l’importo pagato da ciascun affittuario». I magistrati vogliono sapere anche quali sono gli appartamenti sfitti e i motivi che ne hanno impedito la messa a reddito. Infine i magistrati contabili chiedono l’elenco degli affittuari morosi e quello delle ditte a cui sono stati affidati appalti. Tra gli appartamenti affittati dall’Isma, alcuni saltano agli occhi. Una casa di 6 vani in via dei Pastini, a trenta metri dal Pantheon, è data in locazione a 930 euro al mese. Nella stessa strada per un altro immobile di 4 vani si pagano 690,67 euro al mese. Un altro, quattro vani e mezzo, è affittato a 750,86 euro. Altre case si trovano in via del Seminario. Tra queste, una al primo piano, di sei vani e mezzo, è data in locazione a 577,68 euro al mese. Un’altra ancora, stessa grandezza ma al quarto piano, arriva a 912,56 euro. Ci sono anche negozi, soprattutto in via dei Pastini, e un albergo in via Urbana, un palazzo intero affittato a 14 mila euro al mese. Altri appartamenti, a prezzi di mercato, si trovano a due passi da via Laurentina e via Appia Nuova. Alcuni inquilini sono assistiti dell’ente. Ma qualcosa si muove pure nelle altre Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza. Innanzitutto al Sant’Alessio, in cui i vertici avrebbero messo a punto un piano per vendere una parte del patrimonio (a cominciare da un palazzo in via Gesù e Maria) per coprire i buchi di bilancio (oltre 10 milioni di euro). Una «strategia» non consentita dalle norme. In ogni caso il 23 dicembre 2013 l’ente ha approvato una procedura ad evidenza pubblica per assumere un operatore specializzato «per l’affidamento dell’attività di advisoring patrimoniale e finanziario», con l’obiettivo di «riorganizzare» la gestione del patrimonio (700 appartamenti). In campo anche l’idea di creare un fondo immobiliare. Oggi alla Regione Lazio i rappresentanti del Sant’Alessio incontreranno l’assessore a Bilancio, Patrimonio e Demanio, Alessandra Sartore.
Affittopoli agli «amici». Indaga la Corte dei conti
I magistrati puntano le case Ipab del Lazio. Oggi vertice alla Regione per le vendite
