La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato l’emendamento presentato con Stefania Prestigiacomo. Così nel MoVimento 5 Stelle è cominciato il processo al deputato Tommaso Currò. È stato sempre un «dissidente», ha aperto al confronto con gli altri partiti e ha criticato la linea dei 5 Stelle. Ma l’«inciucio» con l’ex ministro dell’Ambiente ha mandato su tutte le furie più di un pentastellato. Currò ha firmato un emendamento alla legge di Stabilità per l’istituzione dell’area marina protetta di Capo Milazzo. Un provvedimento criticato da tanti perché «localistico» (per alcuni una «marchetta» visto che Currò è di Milazzo). A niente sono servite le sue giustificazioni - Currò ha detto di averne parlato con il gruppo siciliano - Oggi i suoi colleghi della Camera si riuniranno e discuteranno della sua espulsione dal MoVimento. La Prestigiacomo lo difende: «Questa vicenda ha dell’incredibile. È stato Currò che è venuto a parlarmene, insieme con altri deputati. Mi ha chiesto molte informazioni su come mettere in sicurezza Capo Milazzo, una zona splendida che, tuttavia, è stata in parte rovinata dalle raffinerie. Visto che c’era la possibilità di presentare uno specifico emendamento, l’abbiamo firmato tutti, anche quelli degli altri partiti. Io e Currò abbiamo brindato quando è stato approvato perché pensiamo di aver fatto bene al nostro territorio». Nota ancora l’ex ministro: «Con il sindaco di Milazzo, che è del Pd, organizzeremo presto una visita e valuteremo con il ministero come creare la riserva». L’amarezza della Prestigiacomo è evidente: «Currò è un ragazzo per bene. Il fatto che vogliano espellerlo, la dice lunga sul MoVimento, soprattutto sui vertici, visto che ci sono tanti deputati a 5 Stelle che vorrebbero confrontarsi per raggiungere risultati». Nella riunione si discuterà, l’espulsione di Currò potrebbe arrivare nei prossimi giorni. Secondo la procedura, infatti, tutti i parlamentari del M5S devono votare. Infine saranno gli iscritti a ratificare. Intanto ieri è stata un’altra giornata di polemiche. Ha cominciato uno dei responsabili della Comunicazione del MoVimento, Claudio Messora, che su Twitter è andato giù pesante nei confronti della presidente della Camera Laura Boldrini che aveva definito «potenziali stupratori» i commentatori dei post di Grillo: «Cara Laura, volevo tranquillizzarti... - ha scritto Messora - Anche se noi del blog di Grillo fossimo tutti potenziali stupratori, tu non corri nessun rischio!». A poco è servito il «mea culpa» successivo: «Ritenendo che siano importanti i contenuti e non la forma e che sia necessario abbassare i toni, sento il dovere di cominciare per primo a fare le mie scuse, confidando che si torni presto a parlare di quel che interessa davvero agli italiani» ha precisato Messora. Ma non è tutto. Rocco Casalino (ex partecipante alla trasmissione tv «Il Grande Fratello», ora impegnato nell’ufficio stampa pentastellato al Senato) ha criticato l’intervista di Daria Bignardi ad Alessandro Di Battista. Altre polemiche. È intervenuto pure il presidente del Consiglio, Enrico Letta, dal Qatar: «È una corsa verso la barbarie, quella intrapresa da Grillo, che pare senza fine. Non ci può essere tolleranza verso questo modo di fare politica». I deputati del M5S hanno criticato le parole della Boldrini e protestato in commissione Giustizia contro l’intenzione della maggioranza di porre la fiducia sullo «svuotacarceri». Ma nel MoVimento c’è anche chi boccia gli attacchi del blog. I senatori Lorenzo Battista, Laura Bignami, Monica Casaletto e Luis Alberto Orellana si sono dissociati con una nota congiunta: «Abbiamo aderito al MoVimento 5 Stelle per essere parte attiva di un cambiamento e contribuire a migliorare il rapporto dei cittadini con le istituzioni. I fatti accaduti e gli attacchi personali dell’ultimo periodo non hanno dato né un segnale positivo né propositivo. Il confronto con l’avversario e il rispetto per le istituzioni devono essere valori imprescindibili della vita politica. Stigmatizziamo con fermezza ogni forma di violenza e di aggressione sia verbale che fisica».
Tratta con la Prestigiacomo, Currò rischia
Vertice 5 Stelle per cacciare il deputato che ha condiviso una proposta con FI. Messora attacca la Boldrini, è bufera. Letta: "Corsa verso la barbarie"
