«Superficialità, scarsa conoscenza del problema e soprattutto mancanza di tempestività nell'applicazione delle norme sanitarie». Sono pesanti le accuse rivolte al ministero dell'Istruzione Maria Chiara Carrozza in una lettera inviata dai genitori di 14 alunni di una scuola elementare ligure, risultati positivi al test della tubercolosi. Le mamme e i papà dei bambini iscritti all'istituto A. Doria di Vallecrosia, in provincia di Imperia, hanno scoperto il 24 marzo scorso dal medico scolastico che una delle insegnanti era stata ricoverata al reparto di malattie infettive dell'ospedale di Sanremo per un focolaio di tbc e che la contrazione della malattia era avvenuta qualche mese prima, mentre ancora insegnava nelle classi. Nonostante le rassicurazioni della scuola e della Asl competente, i genitori degli alunni che avevano avuto contatto con la maestra decidono di sottoporre al test della reazione di Montoux i loro figli. Risultano tutti positivi. Solo il 4 aprile 2013, a due giorni dalla lettura dell'esame, il dirigente scolastico indice un'assemblea pubblica per le famiglie. «Le autorità scolastiche hanno preso alla "leggera" la situazione - spiega nella sua perizia di parte il professor Alessandro Amici, medico internista - Anche la Asl non è esente da colpe, per la tardiva "messa in moto degli accertamenti". Tutti gli alunni dell'istituto dovrebbero sottoposti al test». I 14 finora risultati positivi hanno dovuto affrontare per 6 mesi una terapia antibiotica e uno di loro ha riportato un improvviso e forte calo della vista dopo l'assunzione dei medicinali. Per ottenere il risarcimento dei danni subiti, i familiari sono prossimi a citare in giudizio la Asl, la dirigenza scolastica e il ministero dell'Istruzione. «È stato violato il diritto costituzionale alla salute - scrive il professor Filippo de Jorio, legale dei genitori, al ministero Carrozza - Il danno causato a questi piccoli malcapitati è davvero notevole. Appare inoltre evidente il tentativo di occultare ovvero di minimizzare la gravità dei fatti. Secondo l'articolo 28 della Costituzione i funzionari e i dipendenti dello Stato e degli enti pubblici sono direttamente responsabili degli atti compiuti in violazione dei diritti. E in alcuni casi la responsabilità civile si estende allo Stato e agli enti pubblici". Di qui la decisione di chiamare in causa il ministero dell'Istruzione. "Le istituzioni hanno il dovere di intervenire tempestivamente - conclude l'avvocato de Jorio - Altrimenti la tubercolosi ritornerà a diffondersi in Italia, complice anche l'ingresso di extracomunitari provenienti da paesi in cui il batterio non è stato ancora debellato".
Quei 14 alunni contagiati dalla maestra infetta
Il ministero dell'Istruzione scrive ai genitori di una scuola liguere a parla di "superficialità e scarsa conoscenza del problema"
