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Ciocchetti: i centristi avrebbero dovuto fare questo passo prima

Berlusconi ripropone Forza Italia e Casini si allea con il Cavaliere. Un ritorno al passato? Giriamo la domanda all'ex vicepresidente della Regione Lazio

Berlusconi ripropone Forza Italia e Casini si allea con il Cavaliere. Un ritorno al passato? Giriamo la domanda a Luciano Ciocchetti, ex vicepresidente della Regione Lazio. «Casini fa oggi quello che avrebbe dovuto fare prima delle elezioni del 2013. Che il terzo polo fosse Grillo era chiarissimo già lo scorso anno. I sondaggi davano il Movimento 5 Stelle intorno al 20%, quindi era evidente che ogni avventura centrista autonoma non era destinata ad avere un grande successo. Comunque, come si dice in questi casi: meglio tardi che mai». È stato dunque certificato l'errore del 2007 quando l'Udc uscì dal centro-destra e poi rifiutò la proposta di allearsi con il Pdl nelle elezioni del 2008? «Il discorso delle elezioni del 2008 è molto diverso rispetto a quello delle votazioni del 2013. Sono molto diversi anche i risultati ottenuti. Nel 2008 ci fu chiesto di rinunciare al simbolo. Nel 2013, ripeto, era assolutamente evidente che l'alleanza con Monti fosse una scelta sbagliata, non gradita al nostro elettorato. Monti non rappresentava la loro cultura. Basta vedere il comportamento attuale degli esponenti di Scelta Civica per capire che grave errore è stato fatto». Si riferisce allo spostamento di Scelta Civica verso Renzi? «Certo. Bastava vedere la provenienza di gran parte della loro classe dirigente per capire che si trattava di un'alleanza innaturale. Si è fatto un grosso sbaglio che è stato pagato in maniera pesante, spaccando il partito e creando divisioni nella sua classe dirigente». L'Italicum può consentire il recupero di una forte e vincente coalizione di centro-destra? «L'Italicum spinge a un'aggregazione sia a destra sia a sinistra. Forza Italia, che si presenta come il partito maggiore di questa area, spero lavori duramente per costruire la più ampia coalizione possibile. Dobbiamo cercare di recuperare i voti che sono stati persi nelle ultime elezioni. Se poi questa nuova legge elettorale possa favorire maggiormente il centro-destra, in questo momento è impossibile dirlo. Le elezioni sono lontane e imprevedibili». Quanto lontane? Renzi ha parlato di elezioni nel 2018 se il governo riuscirà a fare le riforme necessarie. E' un'ipotesi plausibile e credibile? «Mi sembra difficile che si vada a votare nel 2018. C'è bisogno di un governo che rimetta in moto l'economia, aiuti le imprese, aumenti l'occupazione e ridiscuta i tassi di interesse a livello europeo. Si parla sempre di una prossima uscita dalla crisi, ma la condizione reale è veramente drammatica. Chi, come me, vive a stretto contatto con i cittadini si rende conto che per le famiglie, per le piccole imprese, per i giovani, la situazione è molto difficile. Penso che il 2014 sarà più difficile del 2013. Questo governo, profondamente diviso, non sa risolvere i problemi economici». Come giudica lo scontro tra la Boldrini e il Movimento 5 Stelle? «Il M5S sta superando ogni limite. Al di là delle spiacevoli battute sessiste, c'è da parte loro una mancanza di rispetto delle Istituzioni. Mi sembra come se i grillini volessero diventare una forza extra-istituzionale».

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