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«Il deputato del "boia"? Se la caverà grazie alla Cancellieri»

Carlantonio Solimenec.solimene@iltempo.it Francesco Storace, ci ricorda l’episodio di cui fu protagonista?«Era la fine del 2007 e io presentai un ddl costituzionale per abolire i senatori a vita....

Francesco Storace, ci ricorda l’episodio di cui fu protagonista? «Era la fine del 2007 e io presentai un ddl costituzionale per abolire i senatori a vita. Da lì partì una polemica enorme». Era inevitabile: propose di portare delle stampelle a Rita Levi Montalcini... «È un falso storico. Non ho mai detto quella frase». Suvvia, sia sincero... «Sincerissimo. Tutto nacque da un commento sul mio blog che io non cancellai. Quella frase non l’ho mai pronunciata. Ma l’aspetto interessante fu un altro». Quale? «Dopo quell’incidente Napolitano ricevette la Montalcini e ne nacque un’altra polemica con il Capo dello Stato, che io accusai di essere indegno del suo ruolo». Non proprio il «boia» del deputato del M5S Giorgio Sorial, ma sempre di insulto si tratta... «Palazzo Madama - io all’epoca ero un senatore - diede subito il via libera alle indagini nei miei confronti. La Procura di Roma aprì un fascicolo per violazione dell’articolo 278 del Codice penale. Quello che disciplina il reato di offesa all’onore o al prestigio del Presidente della Repubblica». Come andò a finire? «In realtà non è ancora finita. Siamo ancora in attesa del primo grado del processo. E questo nonostante la lettera di scuse che scrissi a Napolitano e la pubblica riconciliazione che ci fu con l’invito che mi venne rivolto ad andare al Quirinale. Ma, anche in questo caso, l’aspetto interessante è un altro». Quale? «L’articolo 278 prevede che per procedere ci sia bisogno dell’autorizzazione del ministro della Giustizia. Nel mio caso, l’allora Guardasigilli Clemente Mastella diede immediatamente il via libera. Stavolta, invece, credo che andrà diversamente. E non certo per la presunta immunità del parlamentare che non potrebbe essere chiamato a rispondere delle opinioni e dei voti espressi nello svolgimento del suo mandato». E perché allora? «Perché oggi a via Arenula c’è Anna Maria Cancellieri. Che è un ministro in chiara difficoltà. Se dovesse dare l’autorizzazione, i grillini potrebbero insorgere accusandola di essere forte con i deboli e debole con i forti, vedi il caso Ligresti. Se invece la negherà, la accuseranno di una forma di "captatio benevolentiae" nei confronti del MoVimento 5 Stelle. È la persona sbagliata nel posto sbagliato. E per questo sceglie l’immobilismo». L’articolo 278 andrebbe abolito? «Io penso di sì, e lo ha auspicato a più riprese anche Napolitano. Non che si debba permettere a qualcuno di insultare il Capo dello Stato. Semplicemente, quando questo accade, dev’essere il Quirinale a querelare e a far avviare le indagini».

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