Politica

La ex Memc vuole fare come Electrolux

«Il governo non accetterà di alzare bandiera bianca. Quel tipo di produzione si può e si deve fare in Italia e il governo farà di tutto per convincere l'azienda». Il premier Letta rassicura ancora...

«Il governo non accetterà di alzare bandiera bianca. Quel tipo di produzione si può e si deve fare in Italia e il governo farà di tutto per convincere l'azienda». Il premier Letta rassicura ancora una volta sull’impegno del governo per la vicenda Electrolux ma intanto il sindacato fa i conti di quanto peserebbero i tagli in busta paga che vuole il management svedese. Non solo. Ci sono altre aziende pronte a seguire l’esempio di Electrolux. Da un calcolo della Uilm emerge che le richieste di Electrolux porterebbero a un taglio a regime dello stipendio di ben 800 euro (circa il 40%). Tenendo conto che tutte le cifre sono lorde e come parametro si assume un lavoratore di 4 livello, la Uilm stima che la somma di tutte le voci salariali che Electrolux vorrebbe tagliare è pari a 4.259 euro annui, vale a dire ad una perdita di 355 euro su 12 mensilità, che, su un salario mensile di poco meno 2.000 lorde (operaio di 4 livello che lavora sempre, quindi senza cassa integrazione, e straordinari), significa il 18% circa. Per quanto riguarda la riduzione di orario strutturale, infine, questa decurterebbe lo stipendio di ulteriori 460 euro circa lordi mensili (28% dello stipendio già ridotto dalle altre misure). La vicenda Electrolux fa scuola. È il caso dello stabilimento di Merano della ex Memc (ora SunEdison), la multinazionale americana leader mondiale nella produzione di silicio. Pochi giorni fa ha avanzato una richiesta ai sindacati per ridurre del 15% il costo del lavoro entro aprile agendo principalmente sul fronte salariale e, in caso di mancato accordo, attraverso la disdetta delle intese aziendali raggiunte finora. Cioè, spiegano i sindacati, la Memc ha chiesto di rivedere tutti gli accordi di secondo livello per renderli compatibili con la generale situazione economico-produttiva, per un taglio stimato dalle organizzazioni sindacali pari a 300 euro mensili per ogni singolo lavoratore. Secondo la Cgil la multinazionale dopo aver ottenuto moltissimo in ambito di riduzione dei costi di produzione, e in particolare sul costo dell'energia, ora vuole speculare sui salari dei lavoratori, già stremati da lunghi anni di cassa integrazione.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.