Spintoni, occupazioni, denunce. A Montecitorio va in scena il secondo giorno della protesta del M5S, con un crescendo di violenza che costringe la presidente della Camera Laura Boldrini a chiudere a chiave i suoi uffici e il presidente della Commissione Affari Costituzionali Francesco Paolo Sisto a far votare la bozza della legge elettorale da consegnare all’Aula senza neanche poter dare il via alla discussione. Così, mentre le deputate del Pd denunciano il grillino Massimo De Rosa per gli insulti a sfondo sessuale e in sala stampa si sfiora una colluttazione tra il piddino Speranza e il 5 Stelle Di Battista che gli impedisce di parlare, la presidente Boldrini sfoga tutta la sua amarezza: «Non sanno usare gli strumenti che ci sono per svolgere il suo ruolo e allora ricorrono ad altri mezzi: la violenza, le minacce, il turpiloquio». Nel frattempo, mentre c’è chi ipotizza un reato per l’interruzione dei lavori alla Camera (l’articolo 289 del Codice penale parla di «attentato contro organi costituzionali» e prevede pene fino a 5 anni), gli esponenti del M5S convocano una conferenza stampa per annunciare un ricorso alla Corte costituzionale per sollevare conflitto di attribuzione nei confronti della presidente della Camera e dei presidenti delle Commissioni Affari costituzionali e Giustizia. L’obiettivo è ottenere l’annullamento delle ultime votazioni su dl Bankitalia, legge elettorale e dl Carceri. La prima occupazione della giornata è quella della Commissione Giustizia, con il grillino Ferraresi seduto al posto della presidente Ferranti con l’intenzione di non alzarsi fino alle dimissioni di Dambruoso, il questore della Camera di Scelta Civica che avrebbe schiaffeggiato la parlamentare Lupo. Ma il momento più caldo si registra nella Commissione Affari Costituzionali. Qui i deputati del M5S bloccano nella stanza i parlamentari degli altri partiti. Così il presidente Sisto è costretto a passare subito alla votazione senza passare per la discussione e demandando tutti gli emendamenti all’Aula. Intanto i grillini insultano i presenti, gli impediscono l’uscita e per poco non vengono alle mani con Stumpo e Fiano del Pd. Ancora una volta devono intervenire i commessi. In ogni caso, la legge elettorale riesce ad arrivare in Aula, seppur nella «vecchia» versione. Le modifiche concordate nell’ultimo confronto tra Renzi e Berlusconi dovrebbero essere introdotte mediante gli emendamenti che le forze politiche si sono divisi. Mentre stamattina andrà in scena il voto sulle pregiudiziali di costituzionalità. Un voto che si terrà a scrutinio segreto e che rappresenterà il primo vero test per capire quanto accidentato sarà il percorso dell’Italicum. I «malpancisti» di Pd e Forza Italia, infatti, potrebberpo saldarsi con gli altri piccoli partiti per mandare un messaggio a Renzi e Berlusconi. Ma a quel punto la vita stessa del governo sarebbe seriamente a rischio.
Grillini fuori di testa. Un’altra volta
Spintoni, denunce e occupazioni: secondo giorno di gazarra a Montecitorio «Italicum» in Aula. Oggi voto (segreto) sulle pregiudiziali di costituzionalità
