Alitalia non vuole attendere oltre. Se si vuole avere l’impegno finanziario delle banche e mandare in porto la trattativa con Etihad bisogna fare in fretta. La prossima settimana il premier Letta sarà in visita negli Emirati Arabi Uniti e in Qatar e Kuwait e se arrivasse lì con in tasca un accordo di massima con i sindacati sul piano Alitalia, anche per la compagnia araba Etihad sarebbe un buon segnale. Così proprio in questa logica di accelerare i tempi, l’Alitalia ha fatto partire la procedura per gli esuberi strutturali: nel piano industriale dell'ex compagnia di bandiera sono previsti 1.900 esuberi di cui 400 con cassa integrazione a zero ore, ovvero senza rientro in azienda. Se entro 75 giorni non si troverà l’accordo con i sindacati, il piano diventerà operativo a tutti gli effetti. Ma è una eventualità che nessuno, nè la compagnia nè i sindacati mettono in conto. Ieri c’è stato un primo incontro prima al ministero dei Trasporti con Lupi e poi tra la compagnia e i sindacati. Per oggi è previsto un altro round. L’ipotesi attorno a cui si va a ragionare, a quanto risulta, sarebbe un mix di contratti di solidarietà e forme di cassa integrazione a rotazione o per periodi circoscritti. Questa formula consentirebbe di salvare i livelli occupazionali, impedendo i licenziamenti, in attesa del socio arabo. Con l’arrivo di Etihad lo scenario cambierebbe, si aprirebbero nuove rotte e l’incremento del lavoro eliminerebbe gli esuberi. L’amministratore delegato di Alitalia, Del Torchio ha proprio insistito con i sindacati sulla richiesta da parte di Etihad di avere assicurazioni sul costo del lavoro. Presto i vertici del gruppo vedranno il management della compagnia di Abu Dhabi per discutere dell'alleanza industriale tra i due vettori e bisogna arrivare a quell’appuntamento con l’accordo sindacale. I sindacati ieri hanno ribadito che «la condizione per arrivare a un’intesa è che non ci sia alcun licenziato e che si possa evitare la cig a zero ore». Riferiscono che secondo l'azienda potrebbe esserci qualche possibilità di evitare il ricorso alla cig per alcuni segmenti ma non per altri perchè, hanno spiegato, che alcune attività vengono meno. Per il segretario della Fit-Cisl, Giovanni Luciano, «il governo in questi mesi ha operato come si era impegnato a fare per il finanziamento del fondo di solidarietà ed ha collaborato con l'azienda per cercare un partner internazionale che le desse respiro e soprattutto garanzie di sviluppo». Anche l’Ugl è catgorica: «Non si deve parlare di esuberi, non ci dovranno essere cigs a zero ore. Al contrario si dovrà trovare un accordo il quale assicuri che, anche con la prossima dirigenza, tutti rimangano nel ciclo produttivo in tutti settori». Il segretario generale di Uil trasporti, Claudio Tarlazzi, prevede che la trattativa «non sarà breve». Mauro Rossi, segretario nazionale della Filt Cgil, è più categorico: «La trattativa sul ricorso agli ammortizzatori sociali può cominciare se Alitalia rimuove la procedura relativa alla cigs a zero ore». Ma impegnati nella trattativa non sono solo i sindacati. La vicenda Alitalia è seguita con attenzione dalla politica per le conseguenze disastrose che un eventuale fallimento e quindi l’avvio degli esuberi, potrebbe avere per l’economia del Lazio. «Duemila esuberi, seppur protetti dagli ammortizzatori sociali, sarebbero un nuovo schock per chi subirà il distacco dall'azienda, ma nel contempo anche per la nostra regione e per l'area metropolitana di Roma, sede di Alitalia, con nuove pesanti ricadute sull'intero comparto aeroportuale» afferma il segretario del Pd Lazio, Enrico Gasbarra. Il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, ha richiamato l’attenzione sul significato che ha Alitalia «per il sistema del trasporto aereo nazionale, per il turismo e la competitività del Paese e per il sistema economico ed aeroportuale di Roma e del Lazio, che conta circa 36.000 addetti compreso l'indotto». Per questo bisogna trovare una soluzione guardando al «futuro e alle potenzialità di Alitalia, che si sta dimostrando appetibile ad investitori internazionali, piuttosto che a soluzioni di corto respiro che vadano a penalizzare solamente i lavoratori».
Alitalia, 2.000 a casa. Prendere o lasciare
Le condizioni capestro dei futuri azionisti di Etihad. Sindacati spiazzati Parte la trattativa. Verso un mix di flessibilità per evitare licenziamenti
