Politica

Tutti contro tutti (e contro Toti)

Fitto all’attacco del consigliere del Cav: «Non è il capo di Forza Italia» Berlusconi convoca i big a Palazzo Grazioli e cerca la mediazione

È durata poco la tregua in Forza Italia in omaggio allo «storico» accordo tra Silvio Berlusconi e Matteo Renzi sulla legge elettorale. È bastato che Giovanni Toti, fresco di nomina a «consigliere politico» del Cavaliere, concedesse la prima intervista ufficiale da politico, per riaccendere la durissima faida tra i cosiddetti «lealisti» e l’ex direttore del Tg4, che invoca il rinnovo della classe dirigente. Ancora una volta è stato Raffaele Fitto a metterci la faccia. In una lunga chiacchierata con Repubblica , l’ex ministro non ha risparmiato stoccate a Toti. «Nelle dichiarazioni di Toti - ha detto Fitto - ho colto tre anomalie. La prima è che il consigliere politico per il programma parli come se fosse alla guida del partito. La seconda che esordisca con una richiesta di archiviazione di un gruppo dirigente che ha fatto battaglie straordinarie. La terza che proponga, nel bel mezzo della trattativa sulla legge elettorale, un governo con la sinistra a guida Renzi». «Toti non è il capo di Forza Italia - ha concluso l’esponente dei "lealisti" - e i leader non si creano in laboratorio». Parole molto pesanti, alle quali peraltro si sono rapidamente associati diversi esponenti del partito, da Daniele Capezzone a Marco Martinelli fino a Gianfranco Rotondi. «L’esigenza di rinnovamento del partito non è incompatibile con il contributo di competenza, esperienza e radicamento territoriale che tantissimi parlamentari, dirigenti e amministratori possono vantare» ha sottolineato Saverio Romano. Peccato che lo stesso entusiasmo non fosse condiviso da Silvio Berlusconi, particolarmente irato per un partito che ricomincia a litigare proprio mentre lui, il Cavaliere, con l’accordo sulla legge elettorale puntava a riaccreditarsi come leader centrale dello scacchiere politico. Così l’ex premier ha deciso di convocare lo stesso Fitto e altri big di Forza Italia, tra cui i «mediatori» Gasparri e Matteoli, a Palazzo Grazioli. Incontro che è cominciato alle 17 e si è protratto per un paio d’ore. All’inizio i toni sono stati abbastanza duri, Berlusconi avrebbe tuonato contro l’abitudine di «lavare i panni sporchi in piazza». Poi avrebbe preso man mano il sopravvento il lato «dialogante» del Cav, con l’ennesima garanzia ai malpancisti che il rinnovamento non andrà di pari passo con la rottamazione. Ancora una volta si sarebbe trovata una mediazione anche se il capitolo finale della guerra andrà in scena solamente quando sarà finalmente composto l’organigramma nazionale del partito, più volte rimandato nelle ultime settimane. Caso ha voluto che, proprio mentre i big del partito erano a Palazzo Grazioli, Giovanni Toti era negli studi della Rai per registrare una puntata di Porta a Porta . Nel corso della quale, a dispetto degli attacchi di Fitto, ha parlato ancora una volta da leader in pectore: «La realtà - ha detto - è che stiamo ancora discutendo gli organigrammi per il partito. Ci sono varie scuole di pensiero su come procedere. Io non so a che organizzazione vuole andare Berlusconi, non nego che ci sia l’ipotesi di un ufficio politico ristretto oppure un ufficio di presidenza allargato e poi un comitato ristretto. Ora si deve pensare a un programma buono per le Europee e le amministrative». Un po’ il contrario di quello che chiedono i «lealisti», che vorrebbero l’organigramma al più presto per ricominciare a lavorare al meglio sul territorio. Toti ha concluso garantendo che «non c’è alcuna contrapposizione tra me e Fitto». I panni sporchi, come insegna il Cav, lui preferisce lavarli in casa.

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