Politica

Schiaffi e insulti. I grillini okkupano

Alla Camera via libera al decreto Imu-Bankitalia ma finisce a botte La Boldrini taglia i tempi del confronto, assalto ai banchi del governo

È finita in rissa. Con i grillini che imbavagliati, con fischietti e cartelli hanno assalito il banco del governo, dopo che la Boldrini ha annunciato di mettere la «ghigliottina» al decreto Imu-Bankitalia per impedire che l’ostruzionismo del M5S impedisse l’approvazione del provvedimento. Se fosse passata la manovra dei grillini, i cittadini sarebbero stati costretti a pagare la seconda rata dell’Imu già sospesa. Non solo. Sarebbe salta anche la rivalutazione delle quote di Bankitalia. La «ghigliottina» è uno strumento parlamentare che consente di sterilizzare l’ostruzionismo passando direttamente al voto finale di un decreto, in qualsiasi fase dell'esame dell'Aula si trovi. L'istituto discende da una interpretazione della presidenza della Camera, avvenuta nella XIII legislatura per consentire la deliberazione sui decreti legge nei termini costituzionali. Finora non è stata mai utilizzata perchè è bastata la minaccia per far rientrare l’ostruzionismo. La decisione della Boldrini è arrivata al termine di una giornata convulsa con i 5Stelle che intenzionati a far decadere il decreto, hanno seguito la strada dell’ostruzionismo. Insieme a Fratelli d’Italia, Sel e Lega si sono iscritti in massa a parlare. Ben 173 richieste che avrebbero fatto durare le dichiarazioni di voto per 30 ore sforando quindi il termine della mezzanotte valido per la decadenza del decreto. Quando è apparso chiaro che non c’era via d’uscita la Boldrini ha riunito la Conferenza dei capigruppo per comunicare la decisione di far scattare la «ghigliottina». Una decisione tutt’altro che facile, giacchè non è stata mai usata, ma obbligata. «Ho fatto di tutto perchè si evitasse» dice ai deputati. «Speravo in un atteggiamento di responsabilità e consapevolezza. Poichè non è stato accolto il mio invito a ritirare le restanti iscrizioni non è possibile convertire il dl in tempi previsti». Tornata in Aula ha aperto le votazioni e il dl è passato con 236 sì e 29 no. Immediatamente si è scatenata la rissa. Un cartello con su scritto «Corrotti» viene srotolato sotto lo scranno del presidente. I commessi cercano di bloccare i 5Stelle che gridano «Fascisti fascisti». Ne nasce quasi una colluttazione. La grillina Loredana Lupo accusa il questore di averla presa a schiaffi facendole «anche saltare una lentina». Intanto Fratelli d'Italia issano un tricolore. La Boldrini chiude la seduta ma i grillini rimangono ad occupare l’Aula. Per la presidente uscire dal semiciclo diventa un problema e i commessi le propongono di usare un’uscita laterale ma lei rifiuta. «Voglio passare di qui, non devo mica scappare». La bagarre continua anche dopo la sua uscita. Alcuni deputati di Sel e del Pd cantano «Bella Ciao», rivolti verso i grilli che urlano «fascisti, fascisti». Da Fratelli d’Italia parte un lancio di monetine di cioccolata sui banchi del governo. Non finisce qui. La deputata del Pd Alessandra Moretti riferisce che il grillino De Rosa ha fatto irruzione in Commissione giustizia per interrompere i lavori, ostacolato da alcune deputate ha replicato in modo offensivo: «Siete qui solo perché avete fatto pompini».

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