Accordo chiuso sulla legge elettorale tra Pd e Forza Italia. Con buona pace degli altri partiti. Si sblocca nel primo pomeriggio lo stallo dell’Italicum dopo la presentazione da parte di tutte le forze politiche lunedì di 318 emendamenti. L’accordo tra Renzi e Berlusconi prevede la soglia per il premio di maggioranza innalzata dal 35 al 37%; la soglia di sbarramento per i partiti in coalizione abbassata di mezzo punto (dal 5 al 4,5%); introduzione di una clausola di salvaguardia che concede ai partiti che ottengano il 9% in tre regioni di ignorare la soglia di sbarramento a livello nazionale. La clausola «salva Lega» che tante perplessità sollevava tra i partiti minori. Il segretario del Pd Matteo Renzi esulta: «Dopo anni di melina, in qualche settimana si passa dalle parole ai fatti». E rilancia: «Bene così. Adesso sotto con il Senato, le Province, il Titolo V. E soprattutto con il Jobs act. Dai che questa è la volta buona». Da Bruxelles il presidente del Consiglio Enrico Letta commenta serafico: è una buona notizia se si fanno le riforme, che andranno realizzate entro la fine dell’anno. «Intanto, appena fatta chiarezza, si parta con Impegno 2014», dice il premier. Ma chiarezza nella maggioranza in realtà non è stata fatta. Perché l’accordo concluso da Pd e FI non contempla il Nuovo centrodestra, né Scelta Civica e i Popolari per l’Italia. «Noi non abbiamo aderito a nessun accordo, per ora - reagiscono i parlamentari del Nuovo Centrodestra - Noi non abbiamo siglato ancora nulla», lasciando intendere che il Salva Lega è ancora lì come un macigno. Anche Sel promette barricate in Aula, mentre Sc parla solo di «primo passo avanti». L’umore tra le forze minori non è dei migliori. Fratell d’Italia compreso. Mal di pancia anche nella sinistra Pd: «nonostante i passi avanti» l’Italicum va cambiato perché «troppo sbilanciato sugli interessi di Berlusconi». Ma restano le perplessità anche su liste bloccate, soglie di sbarramento e Salva Lega. Ma la responsabile riforme del Pd Maria Elena Boschi tira dritto: «Da parte del Pd non ci saranno franchi tiratori perché ci sono state indicazioni precise dalla direzione che segna la linea politica del Pd. Il Pd resterà unito e compatto, anche se ci sono sensibilità diverse. Le liste bloccate non piacciono a molti», ma «sarebbe difficile spiegare che si fa saltare tutto per un singolo punto».
L’Italicum si sblocca grazie all’asse Renzi-Cav
Sbarramento per i partitini dal 5 al 4,5%, «salva Lega» e soglia per il premio da 35 al 37%
