È un vero e proprio giallo quello relativo all’ordigno rudimentale esploso nella notte tra il 23 e il 24 gennaio in vicolo della Campana, in pieno centro storico di Roma, provocando danni a cinque auto che si trovavano parcheggiate nelle vicinanze. Inizialmente gli inquirenti avevano ipotizzato che l’attentato fosse collegato alla visita di Hollande nella Capitale che si sarebbe tenuta il giorno successivo. Circostanza, peraltro, avallata dalla presenza, nelle strade adiacenti, di un’associazione culturale francese. Nei giorni successivi, però, nessun gruppo anarchico ha rivendicato l’azione. Ora Il Tempo è venuto in possesso di un documento che getta una luce sinistra su tutta la vicenda. Si tratta della denuncia fatta dall’ex ministro e attuale deputato di Forza Italia Gianfranco Rotondi all’Ispettorato di Pubblica Sicurezza presso la Camera dei Deputati. Rotondi si reca negli uffici di Montecitorio nel pomeriggio del 22 gennaio. La notte precedente è stato svegliato da una citofonata «anonima». Un uomo che parla «senza particolari inflessioni dialettali» gli ha rivolto parole minacciose: «Vi verremo a prendere a casa come in Spagna».Poi, dopo una risposta ironica dell’esponente di Fi («almeno venite di giorno»), si udiscono confusamente più voci dall’altra parte. Particolare fondamentale, il nome dell’ex ministro non compare sul citofono dell’appartamento in via Pallagorda, a una ventina di metri dal luogo dell’esplosione che sarebbe avvenuta due notti dopo. Soprattutto, non è la prima volta che la circostanza si verifica. Nelle settimane precedenti, infatti, altre due volte l’ex ministro è stato svegliato nel cuore della notte da citofonate cui sono seguite analoghe minacce. E solo in un caso l’esponente di Forza Italia ha ravvisato una voce con «inflessioni dialettali meridionali». Nella denuncia Rotondi specifica anche che in passato la sua abitazione è stata oggetto di furti e manomissioni della cassetta postale. Negli anni precedenti, analoghe minacce sono arrivate per via telefonica, su un’utenza che però non è pubblicata sull’elenco. La denuncia è stata sporta contro ignoti. E resta azzardato ipotizzare un collegamento tra le «visite» notturne all’ex ministro e l’ordigno rudimentale. I fatti, però, confermano il clima di tensione che aumenta giorno dopo giorno nel Paese.
Le minacce anomime a Rotondi e il giallo dell’ordigno
È un vero e proprio giallo quello relativo all’ordigno rudimentale esploso nella notte tra il 23 e il 24 gennaio in vicolo della Campana, in pieno centro storico di Roma, provocando danni a cinque...
