La partita del’Electrolux arriva sul tavolo del governo e anche la politica si mobilita. Gli operai degli stabilimenti di Susegana e Porcia hanno scioperato mentre l’azienda ha cercato di ridimensionare la stretta sui salari parlando di «inutili allarmi» e numeri che «possono fuorviare la serenità del confronto». Non si tratterebbe di un dimezzamento ma, spiega una nota, di una riduzione di 3 euro per ora lavorata, equivalente a meno 130 euro mese. Electrolux spiega che nell’incontro «è stata anche avanzata l'ipotesi di raffreddare l'effetto inflattivo del costo del lavoro, responsabile del continuo accrescere del gap competitivo con i paesi dell'est Europa, attraverso il congelamento per un triennio degli incrementi del contratto collettivo nazionale di lavoro e degli scatti di anzianità». L’azienda poi ribadisce che «è pronta a considerare altre forme di riduzione del costo del lavoro con minori o, se possibile, nulle conseguenze sui salari». Quanto al regime di 6 ore assunto come base per tutti i piani industriali, è da «considerarsi con applicazione della solidarietà, come da accordi sottoscritti». Intanto il ministro dello Sviluppo economico Flavio Zanonato ha convocato un tavolo di trattativa con i rappresentanti dell’azienda svedese, le Regioni e i sindacati per trovare una via d’uscita. «Ci stiamo muovendo per consentire alle grandi imprese di rimanere in Italia e continuare a produrre ed esportare» ha affermato Zanonato. L'incontro al ministero è stato accolto come «una buona notizia» dal presidente della regione Veneto Luca Zaia: «Noi difendiamo la partita di Electrolux e vogliamo essere attori della vertenza. Se chiudesse Electrolux, sarebbe come se chiudesse la Fiat a Torino», ha detto, invitando quindi il governo ad affrontare la vertenza «in maniera tonica e muscolare come le altre di rilievo nazionale, tipo Alitalia, Ilva o Fiat». Zaia ha anche smentito che ci siano divisioni fra i presidenti delle quattro Regioni dove insistono gli stabilimenti. «Siamo come i 4 moschettieri e soprattutto non vogliamo una guerra fra poveri». Ha poi ricordato gli esempi francese e spagnolo che «per l'elettrodomestico, hanno dichiarato la crisi di settore, bypassando le normali logiche comunitarie: si sono messi al tavolo rimboccandosi le maniche e battendo qualche pugno». Quindi servirebbe da parte del governo una maggiore determinazione e fermezza. Ma è proprio ciò che non c’è stato come rileva il sindaco di Porcia, sede di uno dei quattro stabilimenti dell'Electrolux, Stefano Turchet. Il governo, dice, «era informato da parecchio tempo sulla situazione ma non è intervenuto: Electrolux non ha deciso tre mesi fa di spostare lo stabilimento in Polonia». Il piano dell’azienda svedese di elettrodomestici secondo il sindaco «è una provocazione nei confronti dell'Italia perchè è perfettamente consapevole che non può essere accettato un progetto del genere che interviene sullo stipendio. Da Roma notizie non sono mai giunte- ha incalzato il Sindaco di Porcia- tutto il Governo non è adeguato ad affrontare questa situazione: quello che vedo è un Governo molto debole nei confronti delle multinazionali». Attacca il governo anche Giorgio Airaudo di Sel. «Non faccia lo struzzo. Sull'uso dei contratti di solidarietà il Governo potrebbe dare una proposta: non si capisce perchè i lavoratori debbano pagare il costo dell'interesse del Governo che nel Paese rimanga la manifattura». Ma Zanonato parla di «polemiche stucchevoli». Intanto negli stabilimenti di Susegana, in provincia di Treviso, e di Porcia i lavoratori hanno tenuto assemblee all'alba, iniziando alle 6, e hanno proclamato un'intera giornata di sciopero. I lavoratori sono contrari all'orario di 6 ore, che nel caso di Susegana - specifica la delegata Paola Morandin - comporterebbe uno stipendio mensile di poco superiore ai 700 euro. No anche agli esuberi che salgono a quota 800 nei quattro stabilimenti italiani della multinazionale, la quale ha subordinato i 90 milioni di investimento all'accettazione del piano. Piano che lascia nell'incertezza la fabbrica di Porcia. In un documento approvato all'unanimità, le Rsu dello stabilimento di Susegana hanno detto di essere disponibili anche a nuove forme cooperative di produzione a gestione diretta Stato-lavoratori.
Il governo scopre il caso Electrolux
Il ministro Zanonato convoca azienda e sindacati: «Salveremo i posti». Pioggia di critiche. Il sindaco di Porcia: la situazione era nota da tempo
