«Non possiamo andare avanti se non c’è una presenza forte di Matteo Renzi». Angelino Alfano, leader del Nuovo Centrodestra e vicepremier del governo Letta, torna a invocare il rimpasto come condizione necessaria alla sopravvivenza dell’esecutivo. Ma a stretto giro arriva la replica di un renziano che dimostra ancora una volta come il sindaco di Firenze non voglia avere nulla a che fare con le sorti del governo: «Non importa il colore del gatto - attacca la senatrice Isabella De Monte, membro della direzione Pd - l’importante è che mangi il topo. Se Alfano preferisce un Letta bis buon per lui, la cosa che conta è che il governo faccia le cose che servono». L’invocazione del vicepremier è arrivata nel corso della registrazione della puntata di Porta a Porta . Alfano si è soffermato a lungo sulle difficoltà dell’esecutivo. La richiesta di «iniezione» di ministri renziani nel nuovo governo che vada oltre il semplice rimpasto, il vicepremier spiega di averla avanzata telefonicamente allo stesso segretario Pd «tutti i giorni, più volte al giorno, come gli antibiotici». «Renzi - rivela - mi ha sempre detto che intende dare una mano e rappresentare il motore delle riforme. Si impegnerà per la rinascita del governo in questa fase così difficile. Ho capito che si vuole impegnare con serietà». «Gli italiani non mangiano con la riforma della legge elettorale - ha continuato l’ex delfino del Cav - dobbiamo far fronte alla crisi. Adesso dobbiamo dedicarci al governo e non ci vuole un rimpasto o un rimpastino ma un nuovo governo guidato da Enrico Letta ma con una leadership forte del Pd. Renzi deve spendere la sua leadership per il governo». Il segretario del Pd, conclude Alfano, «si deve sporcare le mani». Anche il ministro per le Riforme Gaetano Quagliariello affronta il tema di una revisione della squadra di governo. Anche se parte dall’ipotesi più «suggestiva», quella che l’esecutivo targato Letta possa lasciare il campo a uno a marchio Renzi: «Non credo che dobbiamo fare il toto-governo in questo momento - ha detto Quagliariello - certamente non c’è nessuna preclusione nei confronti di Renzi, che è il segretario del maggior partito italiano e ha raccolto 3 milioni di voti». «Tutti quanti però - ha aggiunto il ministro - dovremmo avere un’ambizione più grande, che va al di là della propria poltrona, e cioè di rimettere in sesto il Paese. Credo che questo lo immagini anche Renzi». «Non si può pretendere che noi del Nuovo Centrodestra difendiamo il governo più del partito di riferimento - ha concluso Quagliariello - non c’è dubbio che Renzi debba metterci la faccia». Il ministro ha anche parlato dell’alleanza con Forza Italia alle prossime elezioni: «Noi staremo nello stesso schieramento per scelta, non certo per necessità» ha detto. «Abbiamo fatto una scelta che vuol cercare di evitare che la vicenda del centrodestra sia una vicenda eroica personale legata a Berlusconi - ha aggiunto Quagliariello - Vogliamo stare nel centrodestra con tutti e due i piedi, ma non siamo costretti a stare con Berlusconi, specialmente se non siamo ben voluti».
Alfano pressa Matteo: «Proponga suoi ministri o è meglio votare»
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