La legge elettorale è una trattativa continua. La quadra che si insegue da giorni nei corridoi della Camera dei Deputati è a un passo. Lo dice Renzi e dice anche che Berlusconi è a un bivio. L'approdo in Aula slitta al 30, mentre la votazione si avrà solo nei primi giorni di febbraio. Il Pd ritira gli emendamenti ma Forza Italia mantiene i suoi e i piccoli partiti chiedono un rinvio. Il Pd di Matteo Renzi ha deciso di mantenere in piedi solo tre proposte di modifica che prevedono la delega al governo per ridisegnare i collegi, le primarie facoltative e l'innalzamento, dal 35% al 38%, della soglia di sbarramento per accedere al premio di maggioranza. Proprio quest'ultimo punto, però, è materia di scontro con Fi. E restano poi altri 250-260 emendamenti sul tavolo, presentati dagli altri partiti. Renzi-Berlusconi. A metà giornata si diffonde la voce di un nuovo incontro tra i due leader per dipanare la matassa. Ma il segretario Pd, da Firenze, fa sapere che non c'è alcun faccia a faccia in programma. "Il problema non è se ci incontriamo o no. Abbiamo messo in piedi un'ottima bozza di accordo. Noi tutto quello che potevamo fare l'abbiamo fatto, compreso ritirare gli emendamenti. Adesso tocca a chi siede in Parlamento". Renzi, nonostante la sicurezza ostentata, sente Berlusconi al telefono e tratta personalmente. I due partiti stanno ragionando su una possibile mediazione. L'ipotesi al vaglio è quella di alzare la soglia per ottenere il premio di maggioranza dal 35 al 37 per cento, ma Berlusconi chiede in cambio la cancellazione del doppio turno. Un punto di equilibrio si sarebbe trovato anche sulla questione della ridefinizione dei collegi. Infine, ci sarebbe un via libera da parte degli azzurri alle candidature plurime, ma con la fissazione di un tetto massimo (si ipotizza non più di tre o quattro), modifica chiesta da Alfano. E' quanto riferiscono fonti ben informate impegnate nella partita sulla legge elettorale. Fonti azzurre, tuttavia, sottolineano che al momento si sarebbero fatti passi in avanti ma che nessuna intesa sulle soglie è stata ancora chiusa, complice anche il fatto che il Cavaliere non vedrebbe di buon occhio l'abbassamento delle soglie di ingresso, dal 5 al 4% per i partiti in coalizione e dall'8 al 7% per quelli che si presentano da soli. Resta la chiusura netta di Berlusconi alle preferenze. I tempi. Al problema si sovrappone anche una seconda questione, quella dei tempi. In aula, infatti, si discute sul decreto Imu-Bankitalia, sul quale Movimento 5 Stelle e Lega stanno facendo ostruzionismo. Risultato: anche i lavori della commissione Affari costituzionali sulla legge elettorale restano bloccati. La presidente di Montecitorio, Laura Boldrini sceglie di non contingentare i tempi per spianare la via ai lavori. Intanto, la conferenza dei capigruppo aveva già deciso che il disegno di legge di riforma della legge elettorale approderà nell'aula della Camera giovedì pomeriggio. Oggi e domani si continuerà a discutere. I partiti piccoli. In campo scendono anche i piccoli partiti, che chiedono più tempo. Nella lettera - sottoscritta da Pino Pisicchio di Centro democratico, Lorenzo Dellai di Popolari per l'Italia, Giancarlo Giorgetti della Lega, Giorgia Meloni di Fratelli d'Italia e Gennaro Migliore di Sel - viene chiesto di poter disporre di un tempo ragionevole "per poter lavorare dignitosamente e responsabilmente a quella che è la legge fondamentale dell'ordinamento politica italiana". Un tempo che a loro giudizio non può essere condizionato dal totem della calendarizzazione entro il mese di gennaio solo per consentire il contingentimento dei tempi di discussione nel mese di febbraio. Alfano. Angelino non perde la presa sul Pd e chiede a Matteo Renzi di inserire i suoi uomini nel nuovo esecutivo. Dichiara: ''Discutiamo, bene, di legge elettorale ma gli italiani non mangiano quella. Ora dobbiamo dedicarci al governo che non può subire un piccolo maquillage''. Il leader di Ncd pungola il segretario Pd e afferma: ''Il governo deve essere nuovo e deve vedere protagonista Renzi''. Il che vuol dire, chiarisce, ''o il Pd offre una leadership, quella di Letta, sostenuta da Renzi o non vale la pena di continuare ed è meglio andare al voto''. Alfano avverte che l'Ncd è ''indisponibile a sostenere il governo con minore affetto di quello dimostrato dal Pd'' ma avanza una precisa richiesta al Nazareno: ''Ci vogliono ministri riconducibili a Renzi''. La richiesta è chiara. Vuole che anche Renzi si sporchi le mani. Alfano, poi, sul versante degli emendamenti, difende la clausola Salva Lega. "Può essere introdotta nella legge se esiste un equilibrio fra tutte le soglie. Il vicepremier. È un'ingiustizia tenere fuori chi prende un milione di voti e poi far entrare chi ne prende seicentomila. Moviemento 5 Stelle. Si è chiuso alle 19 il sondaggio online aperto a tutti gli iscritti certificati del partito. Dopo essersi espressi a maggioranza per il proporzionale, i militanti del Movimento 5 Stelle hanno votato a maggioranza oggi per il collegio intermedio tra nazionale unico e uninominale. Hanno votato per il collegio intermedio in 15.453, per il collegio unico nazionale in 8.098 e per il collegio uninominale in 7.481. I votanti in tutto sono stati 31.032.
Legge elettorale, Renzi: "Berlusconi è a un bivio"
Il segretario: "Siamo a un passo. Siamo lì pronti a chiudere. Il cambio delle regole, le riforme valgono più di una finanziaria"
