Gli ultimi incontri per chiudere la quadra sulle modifiche al testo della riforma elettorale, prima dell'avvio in commissione alla camera delle votazioni sugli emendamenti, portano a nuovi risultati. Forza Italia apre sull'innalzamento della soglia per ottenere il premio di maggioranza con la nuova legge elettorale. È quanto è emerso al alla luce dell'incontro tra Matteo Renzi e Denis Verdini avvenuto nel pomeriggio. L'ipotesi di modifica è di portare la soglia dall'attuale 35 per cento previsto dal testo base al 38 per cento. Fi non sembra disponibile invece ad abbassare la soglia di sbarramento per i partiti coalizzati che vorrebbe restasse al di sotto del 5 per cento. Questa soglia penalizzerebbe però la Lega e così il partito di Berlusconi ha depositato un emendamento salva Carroccio, quasi gemello a quello presentato dai leghisti: quello Fi prevede uno sbarramento territoriale che permetterebbe alle formazioni politiche che superino una media di almeno l'8% dei voti in 7 circoscrizioni di entrare in Parlamento. Intanto Renzi è arrivato alla Camera dove vedrà il gruppo Pd per parlare degli emendamenti che sono stati depositati. La giornata del segretario è stata lunga. Molti i faccia a faccia che si concluderanno solo in serata. Il messaggio che lancia quando è ancora giorno non è nuovo, ma che sia ripetuto nel momento in cui la legge elettorale inizia ad affrontare la navigazione tra un emendamento e l'altro lo rende ancora più chiaro: "Siamo consapevoli che siamo a un bivio straordinario. Con le riforme sarà tutto più semplice anche per quanto riguarda il lavoro, lo sviluppo", avverte, "Se si affossa anche questa possibilità di riforme diventa davvero delicato immaginare uno spazio di speranza per questa legislatura". Chi tocca muore, se invece si va avanti si tira dritto fino al 2018. Con un governo riveduto e corretto? Le dimissioni del ministro delle risorse agricole Nunzia De Girolamo riaprono il caso, ma interviene direttamente Enrico Letta a tappare la falla. Accetta l'addio, senza troppi rimpianti, ed assume su di sé l'onere di guidare il dicastero. Niente "quick fix", ma una soluzione che impedisce alla falla di allargarsi, magari con un bel dibattito sul rimpasto. Interviene in merito alla legge elettorale dopo l’incontro con il premier spagnolo Mariano Rajoy. "Sono fiducioso che l’iniziativa dei principali partiti sulla legge elettorale e sulla fine della zavorra del bicameralismo perfetto, in particolare del mio, possa arrivare un risultato positivo che rafforzi il governo. Se c’è accordo il più felice sono io". Emendamenti. Oggi è il giorno in cui scade il termine per la presentazione degli emendamenti ed il sindaco di Firenze si deve dar da fare per conficcare nel terreno qualche pietra di confine. In mattinata afferma: "È ovvio che ci saranno emendamenti, ce ne saranno tantissimi. Vediamo su quali ci sarà il consenso di tutti. Il compito del Pd è cercare di prendere il buono dal contributo di ciascuna forza politica e poi trovare un accordo che è complicato ma possibile.Il testo base è già stato approvato e le modifiche spero siano il più condivise possibile: non è pensabile che per lo 0,5% salti l'accordo", mette le mani avanti. In effetti di movimento ce n'è tanto, anche fuori del suo partito. Gli emendamenti sono in tutto 138. Forza Italia. Blinda l’accordo Berlusconi-Renzi: sì a lievi modifiche ma l’impianto dell’Italicum non si tocca. Viene detto in mattinata. Per gli azzurri il no all’introduzione delle preferenze resta secco, ma paletti vengono posti anche sulla soglia di sbarramento del 5% per i partiti all’interno della coalizione. Sulla procedura per la definizione dei collegi: Forza Italia vorrebbe mantenere l’attuale previsione, ovvero che il compito di disegnare i nuovi collegi spetti al Parlamento (mentre dal Pd si chiede che venga data una delega al governo). Partito democratico. Il Pd ne presenta 35. Secondo quanto riferisce il capogruppo in commissione Affari costituzionali, Emanuele Fiano: "Un solo emendamento è unitario, cumulativo di tutto il Pd, ovvero quello sulla delega al governo per la composizione dei collegi. Gli altri non sono di area, ma trasversali, misti". Tra i circa 35 emendamenti alla legge elettorale, sottolinea ancora Fiano, vengono toccati tutti i temi al centro del dibattito di questi giorni, e quindi non solo le preferenze, ma anche le diverse soglie, compresa quella del 35% per evitare il secondo turno. Movimento cinque Stelle. Sono 57 gli emendamenti. "Le proposte di modifica presentate - spiega Vito Crimi - vanno verso il modello proporzionale indicatoci dalla Rete". Nello specifico, il M5S chiede "che vengano introdotte le preferenze, l’abolizione dei premi di maggioranza e lo stop, di conseguenza, al doppio turno" previsto dall’Italicum.
L. Elettorale, c'è l'accordo su premio di maggioranza al 38%
Letta: "Spero possa arrivare un risultato positivo che rafforzi il governo. Se c’è accordo il più felice sono io"
