Politica

Fitto all’attacco di Toti: "Silvio ascoltaci"

Nel palazzetto barese c'erano oltre tremila persone e un migliaio di forzisti sono rimasti all'esterno

BARI «Vogliamo costruire il progetto per il futuro con te, caro Silvio, ma adesso ascoltaci». Raffaele Fitto, leader pugliese di Forza Italia, celebrando il ventennale dell'impegno diretto in politica dell'ex premier con la manifestazione intitolata «Orgoglio azzurro» a Bitritto (Bari), ha formalizzato il proprio dissenso costruttivo rispetto alla nomina del consigliere politico Giovanni Toti, escluso eventuali scissioni e lanciato un appello al leader del partito perché i futuri passaggi di strutturazione del movimento siano condivisi con la classe dirigente «che non lo ha mai tradito». Non c'è stato né l'atteso videomessaggio né il collegamento telefonico del Cavaliere: gli organizzatori hanno spiegato che era stato invitato e poi hanno provato a smontare il giallo con un laconico «non ha potuto partecipare...». Un po' di amarezza è emersa però dalle parole di Fitto: «Avremmo avuto molto piacere che Berlusconi fosse stato qui. Avrebbe avuto una ulteriore spinta dalla Puglia a continuare la sua battaglia». Di sicuro l'assenza del presidente del partito, che il 13 aprile scorso aveva vissuto un autentico bagno di folla nel capoluogo pugliese, potrebbe esser frutto di calcolata prudenza: ha evitato di alimentare ulteriori fratture e strumentalizzazioni in un momento nel quale la priorità è serrare le fila in vista delle prossime scadenze elettorali. Nel palazzetto barese c'erano oltre tremila persone e un migliaio di forzisti sono rimasti all'esterno (compresa l'elegantissima responsabile regionale dell'Esercito di Silvio): un rumoroso gruppetto di giovani ha esposto il telo con scritto «Silvio Highlander» durante la proiezione del filmato che ha raccontato il ventennio berlusconiano tra «il contratto con gli italiani» firmato nel salotto di Bruno Vespa e le foto con Obama e Putin. Se il segretario regionale pugliese, il senatore ex aennino Francesco Amoruso, ha riscaldato la platea ricordando il legame consolidato tra la Puglia e Berlusconi, è toccato a Raffaele Fitto presentare una relazione che ha affrontato tutti i temi caldi del momento: dal rapporto con Matteo Renzi sulla legge elettorale, all'attacco giudiziario contro il Cavaliere, al rapporto con gli alfaniani fino al nodo spinoso dell'organizzazione di Fi. Lealtà, orgoglio e progetto: queste le tre linee che ha seguito Fitto rivendicando di esser stato sempre al fianco del proprio leader «sotto attacco da parte di un certo circuito politico, mediatico e giudiziario. Una aggressione - ha spiegato rivolgendosi agli alfaniani - vera e propria, avvenuta grazie anche all'appoggio di chi era nel nostro partito». Sulla convergenza tra il segretario del Pd Renzi e Berlusconi per la nuova legge elettorale, ha sgombrato il campo da ipotesi di ulteriori larghe intese. «Il confronto con Renzi - ha argomentato - apre una pagina di politica civile nel nostro Paese: i due schieramenti opposti si confrontano per decidere insieme le regole del futuro». Una volta raggiunto l'obiettivo della riforma, la dialettica destra-sinistra sarà ripristinata: «Torneremo confrontarci con reciproco rispetto, grazie ad una legge che garantirà l'alternanza». Scendendo nel dettaglio della querelle sulle liste bloccate, Fitto ha usato pungente sarcasmo rivolgendosi agli ex colleghi di partito, ora nel Nuovo Centrodestra, in passato nominati in Parlamento da Berlusconi: «Ho con le preferenze una certa dimestichezza. È singolare che parli di preferenze chi non le ha mai viste in vita sua».

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