Politica

«Dopo la riforma si torna a votare»

Brunetta avverte: «O si prende tutto l’accordo, o il governo cade» Oggi la presentazione degli emendamenti, poi si va in aula

Lo spauracchio di elezioni immediate mette in crisi l’alleanza messa in piedi tra Renzi e Berlusconi. Le parole di Renato Brunetta, capogruppo alla camera di Forza Italia, destabilizza la riunione del Pd. Mette in dubbio quel percorso comune che per Brunetta è arrivato a una soluzione ma che necessità del ritorno degli italiani alle urne. «Alla fine ci sarà Alfano, ci sarà Scelta civica e ci sarà la Lega. Penso che alla fine ci sarà un accordo ampio o si cade già domani sera». Le parole del capogruppo di Forza Italia alla Camera, Renato Brunetta. ospite della trasmissione a "In mezz'ora", sono eloquenti.La riforma elettorale sembra ormai definita, nonostante l’annuncio degli emendamenti che verranno presentati nella giornata di oggi. Al voto in ogni caso. Immediatamente se nella giornata di oggi non ci sarà un accordo ampio. A brevissimo se la riforma elettorale verrà licenziata dal Parlamento. «La linea è quella dell'accordo con Renzi, questo è già un compromesso», ha spiegato Renato Brunetta. «C'era già un accordo con Renzi per lo spagnolo puro, tutti e due poi hanno pensato che sarebbe stato troppo per il quadro politico italiano», ha spiegato il capogruppo di Forza Italia alla Camera. L’attacco al vicepremier Angiolino Alfano è diretto. «Sono molto incuriosito, non ho mai sentito Alfano parlare di preferenze. Quello suo e di Quagliariello per le preferenze è un amore improvviso. Ma io so cosa vuole. Tutti quelli colpiti sulla via di Damasco delle preferenze mi sanno di strumentalità, chiedono le preferenze per abbassare la soglia», ha evidenziato Brunetta. «Io sarei felice se Alfano si candida con noi e prende il 7%. Con la Fratelli d'Italia, la Lega si prende oltre il 40% e si vince». E se si approva la nuova legge elettorale per il capogruppo di Forza Italia diventa anche automatico il ritorno alle urne. «Se si una carica una pistola, la pistola spara». Per Renato Brunetta se si approva una nuova legge elettorale il voto anticipato è automatico: «Assolutamente», ha continuato il parlamentare rispondendo alle domande di Lucia Annunziata a "In mezz'ora". «Ho visto i sondaggi, alle prossime elezioni, che penso e spero siano il 25 maggio, stravinciamo». Un capitolo a parte Brunetta lo dedica a Berlusconi. Azzardando un forte paragone vista la sua «resurrezione» e il dialogo in corso con Renzi. «È tornato al centro del panorama politico e Napolitano, da 25 giorni, stranamente tace. Lo hanno fatto risorgere 10 milioni di italiani. Se non avesse avuto quei voti, quella forza, il professor Mario Monti aveva in mano l'Italia, l'Europa, e ha distrutto tutto e ormai di lui si parla con un sorriso. Uno è un uomo vero, l'altro un professore bravino. La politica è una cosa seria». Brunetta esclude che a far risorgere Berlusconi sia stato il segretario del Pd, «Cosa c'entra Renzi? Come si fa a liquidare Berlusconi con 10 milioni di italiani che votano per lui?». Secca la replica del Pd. «Il gruppo del Pd della commissione Affari costituzionali esprime preoccupazione per le dichiarazioni di Renato Brunetta che contraddice in modo eclatante la base dell'accordo sulle riforme. Il Pd vuole andare avanti con determinazione, chiedendo a tutti serietà e coerenza». E il richiamo è a Berlusconi che dovrebbe chiarire a Brunetta i termini dell’accordo. «Forse Berlusconi non ha avuto il tempo di informare Brunetta che l'accordo prevede legge elettorale, superamento del Senato e riforma del titolo V. Il capogruppo plachi i suoi bollenti spiriti: nessuna corsa al voto, prima vengono le modifiche costituzionali di cui il paese ha urgente bisogno e su cui siamo impegnati», ha affermato Lorenzo Guerini, portavoce della segreteria del Pd, commentando le parole di Brunetta. Il deputato Giacomo Portas, leader dei Moderati eletto nel Pd, richiama Brunetta a impegni concreti. «Brunetta non minacci, la legge elettorale è importante ma non può essere il nostro Rubicone», ha detto Portas. «I veri problemi degli italiani sono altri, e tra questi ci sono la disoccupazione, la tutela del potere d'acquisto dei salari, la difesa del nostro manifatturiero. Su questo saremo giudicati dagli italiani». Il Pd vuole andare avanti con determinazione, chiedendo a tutti serietà e coerenza, verificando la possibilità di migliorare il testo base con la condivisione dei gruppi che hanno presentato la proposta di legge e, se possibile, con il coinvolgimento di altri. Oggi la verità.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.